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Centro Diffusione Musica: Una storia bellissima nata nel 1977



Carlo Gizzi, fondatore del Centro Diffusione Musica nel 1977, e Antonella Zampaglioni, Direttrice del CDM dal 2009, ci raccontano questa meravigliosa realtà.

Come e quando è nata l’idea di dare vita al Centro Diffusione Musica?

“Una bellissima domanda che ci riporta indietro nel tempo, esattamente al 1977, un’epoca in cui l’idea di avere un centro di formazione unico era decisamente futurista. Chi voleva studiare uno strumento generalmente andava a casa del maestro e comunque non tutti avevano il privilegio di essere ammessi in Conservatorio! La possibilità di avere una scuola, aperta a tutti, dove poter imparare, interagire con gli altri, suonare insieme, ed essere coinvolti in saggi e concerti... era davvero una grande novità! Certo, parliamo di 43 anni fa, per raccontare tutto ci vorrebbe un bel po', potremmo pensare ad una serie di puntate. Per il momento diciamo che... la storia siamo noi!”.

Quali sono i corsi e i servizi che offrite?

“Un’ampia offerta formativa che comprende corsi di strumento, di canto e laboratori di musica d’insieme, sia nella sezione classica che moderna pop/jazz.Ogni allievo è accompagnato meticolosamente nel suo percorso di formazione: dall’approccio iniziale alla musica fino ai più alti livelli di perfezionamento. L’accreditamento e la convenzione stipulata con il Conservatorio 'A. Casella' dell’Aquila per lo svolgimento dei corsi propedeutici riconosciuti, sono la testimonianza del costante impegno formativo musicale che la scuola svolge fin dalla sua nascita”.

In che modo avete vissuto il periodo di “quarantena” dovuto al coronavirus?

“Non abbiamo realizzato subito che sarebbe stato un periodo lunghissimo, pensavamo veramente di poter tornare presto a scuola. Eravamo nel pieno dell’attività didattica, impegnati con i nostri ragazzi nello studio e nella preparazione degli esami che avrebbero poi sostenuto in Conservatorio. Tutto già organizzato per i nostri appuntamenti annuali, il Concerto dell’Orchestra giovanile 'Gli Archi del CDM', i saggi di fine anno di tutti gli allievi… insomma, ritrovarsi da un giorno all’altro a casa è stata un’esperienza davvero surreale. C’era tanta paura, preoccupazione, e allo stesso tempo tanta voglia di sentirci uniti. Per fortuna i nuovi sistemi di comunicazione ci hanno permesso di mantenere vivo il legame con i nostri allievi pur restando a casa. Ci siamo dedicati alla realizzazione di video, lezioni on line, sussidi alternativi, curando in particolar modo l’aspetto tecnico-digitale rilevatosi ormai indispensabile nella modalità della didattica a distanza. Attraverso l’enorme bagaglio di esperienza assicurato dai nostri Maestri, è stato possibile integrare e riequilibrare il sistema di insegnamento con i mezzi più moderni che ci offre la digitalizzazione”.

Che progetti avete in programma per i prossimi mesi?

“Riprenderemo la nostra attività con cautela e in linea con tutte le misure di sicurezza previste in questa fase, prediligendo ancora la modalità di didattica a distanza per tutte le attività collettive, nella speranza che si possa tornare presto alla normalità per poter rivedere il nostro pubblico dal vivo e per rivivere quelle emozioni che solo la musica riesce a regalare. Nel frattempo novità on line... rimanete collegati!”.

Che consigli vorreste dare a chi, dal più piccolo al più grande, ha passione per la musica e il canto?

“Nella musica l’età anagrafica non esiste, chiunque può sviluppare le capacità musicali innate attraverso l’educazione e l’apprendimento. La motivazione, è l’elemento che contribuisce a raggiungere il risultato. Dunque se c’è già la passione, il gioco è fatto. Non vi resta che venire a provare”.




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