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Covid, 19, cerimonie e feste rinviate. Alessandra Zotta: "Pronti per la riapertura del 18 maggio"



di Claudia Crocchianti - Gli eventi e le cerimonie varie sono state tutte rimandate a causa del Covid19 e pertanto molte attività che girano intorno a questo settore si sono trovate in difficoltà, soprattutto economiche, ma anche psicologiche, in quanto non sanno ancora il loro futuro. Tra queste attività vi sono anche quelle riferite alle bomboniere e agli eventi, che vanno di pari passo con il mondo delle cerimonie e delle feste. In tal senso abbiamo raccolto la testimonianza di Alessandra Zotta del negozio Arte del Regalo di Villa Adriana.

Come stai vivendo questo periodo dal punto di vista psicologico ed economico?

“Questo è un periodo strano che stiamo vivendo tutti quanti non avrei mai immaginato che ci saremmo trovati catapultati dalla vita normale dalla solita routine a dover stare tutto il giorno completamente a casa, appunto per la paura di uscire e preoccupati tutti quanti per la salute. Inizialmente non mi è pesato molto forse perché ero un po’ stanca, l’ho presa come una vacanza per riposarmi, ma non avrei mai immaginato che le cose sarebbero andate oltre per una settimana o più. Col passare delle ulteriori settimane sono subentrati altri pensieri come la paura dello stesso virus e inoltre di tutti i vari pagamenti per gli impegni presi e purtroppo senza aver lavorato e quindi la mente ha cominciato a lavorare per come fare, sono subentrate le paure e le ansie.”



Quando potrete riaprire e come vi state organizzando?

“Per quanto riguarda la riapertura è prevista per noi il 18 maggio, però non so come sarà in quanto, avendo un negozio di bomboniere e di eventi, con tutti gli eventi posticipati riaprirò con una marea di spostamenti di date e non so dove mettere le mani. Mi sono organizzata con tutte le misure igieniche e per evitare agglomerati di persone. Non so come accontentare la clientela e come reagirà e se avrà ancora voglia di fare feste. Mantenere la distanza per il nostro lavoro è difficile in quanto abbiamo sempre avuto un contatto diretto, perché spesso è un nostro amico. Dobbiamo re-imparare a lavorare con queste nuove attrezzature, infatti abbiamo deciso di fornire loro mascherine, gel igienizzante, guanti, un locale sanificato e dei vetri appositi per la distanza”.

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