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Covid 19, crisi parrucchieri. Cristina Cappuccini: "Non è facile, le entrate sono scomparse"



di Claudia Crocchianti - Sono giorni complicati per gli operatori del settore dei parrucchieri e dei centri estetici. L’allungamento dei tempi di ri-apertura ha gettato nel panico tanti professionisti anche a Tivoli.

Ne parliamo con Cristina Cappuccini della bottega “Linea 2000” che si trova in via Colsereno. Anche questo è un mondo del lavoro messo a dura crisi dal Covid 19 e non è facile rimettersi in carreggiata. Tanti non sanno come affrontare la situazione soprattutto dal punto di vista della sanificazione, della tutela del o della cliente e si stanno organizzando nel modo migliore sperando che presto ci sarà uno spiraglio di luce. Altri problemi sono dovuti al fattore economico. Quello che emerge da Cristina è la sua positività perché ce la dobbiamo fare.



Dal punto di vista psicologico ed economico come sta affrontando la situazione?

“È fuori di dubbio che quello che è capitato e che stiamo vivendo è un evento assolutamente eccezionale che ha preso alla sprovvista l'intera nazione. Ritrovarsi di punto in bianco a cambiare le proprie abitudini di vita e lavorative subendo altresì le limitazioni a cui dobbiamo comunque attenerci per la nostra e altrui incolumità, è cosa alla quale non ci si abitua facilmente. Psicologicamente la faccenda mi turba non poco, perché il nemico che dobbiamo combattere è infido e invisibile ma purtroppo assolutamente letale. Cerco di pensare quindi in modo positivo cercando di immaginare una ripartenza la più prossima possibile che ci possa ridare stimoli e coraggio. Economicamente, posso dire che è una bella mazzata che mi ha messo in ginocchio, perché non si è trattato di una diminuzione degli incassi ma della loro scomparsa totale e quindi ho dentro di me uno sgomento enorme al quale non riesco ad abituarmi. Qui non si tratta di aver poco lavorato e poco incassato, ma parliamo della totale scomparsa di entrate e possiamo ben immaginare quanto questa sia dirompente di fronte poi alle scadenze che inevitabilmente continuano a esserci”. Come si sta organizzando per la riapertura, i tempi decisi sono stati troppo lunghi e ha intenzione di richiedere finanziamenti?

“Pian piano ci stiamo organizzando per una prossima riapertura che comunque prevedo avrà delle difficoltà lo stesso. I tempi lunghi penso che non si possano imputare a decisioni di questo e quel governo, ma solo a ciò che la pandemia ha rappresentato e la sua gravità. La prima cosa che dovremo affrontare sarà la sanificazione dei nostri ambienti di lavoro, ma ancor maggior impegno poi sarà rassicurare la clientela tutta e che di noi si potranno fidare. Già, perché le nostre buone intenzioni adesso hanno bisogno della fiducia della gente che deve ricominciare a tornare alla vita di tutti i giorni. La mia è una piccola attività e nel limite del possibile, sto cercando di far fronte da sola alle mie difficoltà, ma capisco chi invece ha altre tipologie di impresa con ben altri costi e personale. Cerco di pensare positivo, perché per il momento è l'unica vera arma che mi sento di poter disporre per tornare a vivere. Fiducia, fiducia e volontà... ecco le parole magiche e con impegno ce la faremo”.



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