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"Il Natale che ci salva". Lettera del Vescovo Mauro Parmeggiani per il tempo di Avvento



Carissimi fratelli e sorelle, con la celebrazione dei Primi Vespri di sabato 28 novembre, inizierà il nuovo anno liturgico ed il Tempo di Avvento.

1. L Avvento Tempo propizio per prepararci al Natale — Solennità nella quale celebreremo il Dio-con-noi, Gesù, che nato 2020 anni fa a Betlemme di Giudea è entrato nella nostra storia per abbracciare l'uomo e ricondurlo a Sé dopo il peccato e renderlo partecipe della Sua Pasqua — e tempo opportuno per prepararci più intensamente di quanto dovremmo fare quotidianamente all'ultima venuta, a quando alla fine dei nostri giorni ci incontreremo con Dio, giudice misericordioso delle nostre vite e della storia, per porre dinanzi a Lui ciò che abbiamo operato in bene e in male, chiedergli sinceramente perdono sperando fiduciosi la Vita eterna. Tempo però, così come sono i nostri giorni terreni, nel quale non camminiamo da soli ma con Dio che venuto tra noi, morto e risorto per noi, con il dono dello Spirito Santo ci accompagna e non ci lascia soli.

2. Tempo di speranza nella pandemia In questi mesi segnati dalla pandemia, dalla distanza tra noi, dalla paura che assale un po' tutti, auspico che il Tempo di Avvento sia occasione per recuperare la speranza. Quella speranza che la Solennità del Natale ci ripropone annualmente poiché "Oggi" ripeteremo come ritornello del Salmo responsoriale durante la Messa della Notte di Natale "è nato per noi il Salvatore" e quell'oggi è il nostro oggi, è qualcosa che ogni volta che celebriamo la liturgia si ripresenta realmente. Sì, nel prossimo Natale, non celebreremo un evento di 2020 anni fa ma il Mistero che attraverso l'azione liturgica si rende presente a noi oggi.

3. Salviamo il Natale o è il Natale a salvare noi? Mentre vi scrivo non si sa ancora bene come celebreremo il Santo Natale. A seconda delle disposizioni governative adatteremo modalità ed orari delle nostre celebrazioni. Per ora attendiamo dai nostri governanti il cosiddetto "Decreto Natale". Tuttavia vorrei "giocare" con voi su alcune parole che oggi sentiamo spesso ricorrere alla televisione o leggendo i vari giornali. Sentiamo che occorre — si dice - ''Salvare il Natale...". È comprensibile, è giusto. Natale è la festa delle famiglie riunite e non sappiamo se quest'anno potremo viverlo così; è il tempo dove ci si scambiano regali e dietro ad essi ci sono tante imprese che li producono, negozi che li vendono, una catena commerciale che rischia di saltare impoverendo ancor più di quanto non 10 siano già tanti che a causa del Covid si trovano in grande crisi economica. È festa di celebrazioni, di riti antichi che si ripetono, ecc. Occorre "Salvare il Natale..." dunque. Sì, ma vorrei capovolgere questa frase ricordando che è "Il Natale che ci salva!". Sì in questo tempo grigio, il Natale di Cristo deve tornare ad essere luce nel buio dei nostri giorni. Abbiamo paura della malattia e della morte - è comprensibile -. Abbiamo paura della povertà che avanza e intacca anche le case di chi fino a ieri non era ancora in quella fascia di povertà che oggi diventa sempre più ampia- Abbiamo paura a stare insieme, ad avvicinarci gli uni agli altri... Ma il Natale ci salva! Se in questo Avvento comprenderemo che stiamo attendendo e desiderando un Dio che non viene meno alla Sua promessa di vicinanza in Gesù che si è fatto carne per noi e per la nostra salvezza; se guardando a Gesù impareremo a sperare in un Dio affidabile e amico che non ha messo le distanze tra noi anche se fortemente contagiati dal virus dell'egoismo, del peccato, della mancanza di attenzione a Lui e ai fratelli. Se impareremo ad avere uno sguardo nuovo proprio perché Dio per primo, in Gesù che viene, che è con-noi, ci guarda con misericordia amando anche le nostre fragilità pur invitandoci ad uscirne fuori grazie a Lui. Allora il Natale non soltanto sarà salvo ma ci salverà! Cari fratelli e sorelle della mia Diocesi di Tivoli e di Palestrina, come vorrei che ci preparassimo in questo tempo a lasciarci salvare dal Natale! In questi ultimi decenni, è inutile negarlo, il Natale si è sempre più allontanato dal suo vero significato. Che bello sarebbe se quest'anno riuscissimo a recuperarlo! Recuperare che Natale vuol dire nascita di un Dio che si fa piccolo Bambino per noi affinché accogliamo la Sua benevolenza. Una benevolenza concessaci non per i nostri meriti ma per pura misericordia. Con l'Avvento inizieremo ad utilizzare in tutte le nostre chiese la III Edizione Tipica del Messale Romano in lingua italiana là dove il "Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà" è stato meglio tradotto con " Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati dal Signore"! Sono le parole del canto degli Angeli nella notte di Natale.


La foto è tratta dal nostro archivio e risale a qualche anno fa

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