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Incendio all'Ospedale: Tivoli si risveglia ferita e scioccata. Reparti e pronto soccorso fuori uso



Tivoli si risveglia ferita. Devastata. Scioccata. L'incendo che ieri sera ha colpito l'Ospedale San Giovanni Evangelista ha lasciato incredula l'intera città. Purtroppo ci sono tre vittime: Romeo Sanna e Pierina Di Giacomo di 86 anni, e Giuseppina Virginia Facca di 83 anni. Ce ne sarebbe una quarta di vittima ma dalle informazioni raccolte, l'uomo di 76, Emidio Timperi - persona molto conosciuta e apprezzata in città - sarebbe deceduto mezz'ora prima che divampassero le fiamme.

C'è voluto tutto l'encomiabile lavoro degli operatori sanitari, di tutto il personale, delle forze dell'ordine, dei vigili del fuoco e dei volontari, per evitare che la tragedia assumesse proporzioni più drammatiche. E già durante la notte 193 pazienti sono stati evacuati, alcuni sistemati in una postazione di emergenza come la Palestra Maramotti ed altri portati presso altri nosocomi del territorio della ASL Roma 5 e della provincia di Roma.

In mattinata, l'ospedale tiburtino è stato luogo oggetto di sopralluoghi da parte delle istituzioni. Si sono visti il sindaco di Tivoli Giuseppe Proietti, il direttore generale della ASL Roma 5 dottor Giorgio Giulio Santonocito, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il ministro della Salute Orazio Schillaci e il prefetto di Roma Lamberto Giannini.

Al momento non si conoscono le cause che hanno causato il rogo. Già dalle prime ore dell'alba i vigili del fuoco e la polizia scientifica si sono recati sul luogo del disastro per fare tutti i rilievi del caso. Sarà compito della Procura di Tivoli portare avanti tutte le indagini e arrivare ad una conclusione.

Le fiamme sarebbero divampate da alcuni rifiuti, ammassati in gran quantità, in un'area all'aperto. Sotto le finestre del pronto soccorso; rifiuti speciali e alcuni anche pericolosi.

Il 𝐌𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐎𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐒𝐜𝐡𝐢𝐥𝐥𝐚𝐜𝐢: “Sono qui per portare il cordoglio del Governo per le vittime di questo incendio. Sono vicino ai familiari delle persone decedute e a tutti i pazienti. Al momento posso solo complimentarmi con gli operatori sanitari, le forze dell'ordine e i volontari che hanno evitato che la tragedia assumesse contorni più drammatici, e per aver tempestivamente trasferito i pazienti ricoverati presso altri ospedali”.

𝐈𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐋𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐑𝐨𝐜𝐜𝐚: “L'Ospedale è sotto sequestro. Non abbiamo accesso e stiamo aspettando che i vigili del fuoco e la polizia scientifica facciano tutti i rilievi. Solo dopo potremo entrare e fare una valutazione dei danni. Non sappiamo quanto ci vorrà, settimane o un paio di mesi. È presto per individuare le cause di questo incendio. I pazienti sono stati tutti trasferiti presso altre strutture ospedaliere. Quella dell’antincendio è una priorità e avevamo già stanziato dei fondi, centinaia di milioni di euro a giugno. Alcune strutture sono obsolete e sapevamo che necessitavano di interventi”.

𝐈𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐟𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐑𝐨𝐦𝐚 𝐋𝐚𝐦𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐧𝐢𝐧𝐢: “Senza l’intervento delle forze dell'ordine, dei vigili del fuoco e dei volontari il bilancio delle vittime sarebbe potuto essere più pesante. È ancora presto per capire le cause e individuare le responsabilità. Ci saranno delle indagini...”.

𝐈𝐥 direttore della ASL Roma 5 dottor Giorgio Giulio Santonocito: “Abbiamo attivato un primo pronto intervento alla Palestra Maramotti per le emergenze. Attendiamo le indagini per capire da dove e come siano partite le fiamme. I pazienti evacuati sono 193, e trasferiti tra Monterotondo, Palestrina, Colleferro e anche in ospedali privati”.


Al di là dell'accertamento di come siano andati i fatti, c'è da fare i conti con una prima considerazione: l'ospedale di Tivoli al momento è fuori uso, così come il pronto soccorso. Resta da comprendere quali siano i tempi di chiusura e la speranza e la richiesta di tutta la cittadinanza del territorio è che non siano troppo lunghi. Tivoli non può rimanere senza un pronto soccorso e un intero ospedale. C'è da lavorare sodo e fare presto affinché tutti i servizi vengano rimessi in piedi e che la struttura torni ad essere agibile.

In secondo luogo non possiamo non puntare il dito contro alcune situazioni fatiscenti che riguardano alcune strutture sanitarie del Lazio. Purtroppo fatti alla mano, negli ultimi 10/15 anni da parte della Regione Lazio sono stati effettuati pochissimi interventi seri e capillari per migliorare le condizioni delle strutture. Ma questo è un altro discorso e ci sarà tutto il tempo per discuterne.

Ora è solo il tempo del dolore.

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