Nuova scoperta a Villa Adriana: riaffiora il fulmine di Summano, Alfonsina Russo visita gli scavi

Nei giorni scorsi, nell’area del cosiddetto Anfiteatro, si è svolta la visita di Alfonsina Russo, capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale (DIVA) del Ministero della Cultura, che ha potuto osservare da vicino le indagini archeologiche attualmente in corso.
Ad accompagnarla nel corso della visita sono stati Alberto Samonà, direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, il direttore dello scavo Fabio Giorgio Cavallero e i funzionari dell’Istituto Sergio Del Ferro e Viviana Carbonara.
Proprio nell’area dell’Anfiteatro è emersa di recente una testimonianza di particolare interesse: un’iscrizione riferibile a un fulgur submanium, espressione con la quale si indicava un fulmine attribuito a Summano, divinità della religione romana associata alle folgori notturne.
La scoperta è avvenuta nell’ambito delle attività di ricerca condotte dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, su concessione del Ministero della Cultura e in collaborazione con l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este.
L’iscrizione rappresenta un nuovo tassello per comprendere la dimensione religiosa del complesso e, più in generale, il rapporto tra gli abitanti della Villa e le manifestazioni del mondo naturale, interpretate nell’antichità anche attraverso il linguaggio del sacro.
Il riferimento a Summano assume particolare interesse proprio perché la divinità era legata ai fulmini notturni, distinguendosi dalla figura di Giove, tradizionalmente associata alle folgori diurne. Un dettaglio epigrafico che consente dunque di avvicinarsi, attraverso una testimonianza concreta, alle forme della religiosità romana.
La visita di Russo ha permesso di fare il punto sulle attività in corso e di seguire direttamente le fasi della ricerca sul campo. È proprio attraverso campagne di scavo, studio e documentazione che un sito archeologico come Villa Adriana continua a offrire nuove informazioni, anche a distanza di secoli dalle prime indagini.
La scoperta dell’iscrizione dedicata al fulgur submanium conferma così il ruolo della ricerca archeologica come strumento essenziale per riportare alla luce testimonianze capaci di ampliare la conoscenza del patrimonio culturale e di restituire nuovi dettagli sulla vita, sulle credenze e sulla cultura del mondo romano.








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