• Redazione

La nostra scelta, ora più che mai, di fornire un'informazione diversa che stimoli la fiducia



Abbiamo deciso di non fornire più ogni giorno notizie di dati riguardanti i nuovi casi positivi. Lo faremo una volta alla settimana a titolo riepilogativo. Non mettiamo la testa sotto la sabbia ma vogliamo, dopo 8 mesi, tirarci fuori da questo tipo di informazione. I nostri lettori capiranno e comunque avranno modo di conoscere i dati attraverso i canali istituzionali. Sin dalla sua nascita, Tivoli City, diventato poi Tivoli Guidonia City, si è contraddistinto per la sua linea editoriale “leggera” e positiva (termine che oggi suona come nefasto). Abbiamo scelto di raccontare il territorio attraverso i suoi protagonisti, della politica, della cultura, dell’arte, della società civile, del volontariato, dello sport, dell’imprenditoria e del commercio. Ci è sempre piaciuto dare risalto al “bello”, perché in questo mondo c’è bisogno di respiro e di allontanarci ogni tanto dalle cose negative. In questa vicenda del Covid-19 non c’è niente di bello ma anche in questo contesto andremo alla ricerca di notizie che possano dare speranza e fiducia. Siamo per il rispetto delle regole e consapevoli che la strada è ancora lunga. Ma siamo anche consci che bisogna cominciare a smorzare l’ansia che si è impadronita di buona parte delle persone. Uno stato ansioso non aiuta in un momento difficile e non fa bene al nostro organismo. Per questo, nel nostro piccolo, cercheremo di fornire al pubblico qualcosa di diverso, d’altronde come abbiamo sempre fatto.

In queste ore nelle alte sfere della politica, ministri, governatori e sindaci, stanno prendendo in esame ipotesi di altre chiusure, come se tutto questo non avesse creato già grossi problemi alla piccola economia. Chiudere vuol dire ammettere il proprio fallimento di fronte ad una situazione che andava prevista e affrontata con determinazione per non penalizzare nessuno e per ridurre i contagi.

Per questo siamo e saremo dalla parte delle attività che in questi giorni e settimane stanno tornando a vivere l’incubo del lockdown di marzo e aprile. Il tessuto economico locale non va assolutamente arrestato e non va minato neanche con la campagna mediatica che gli spacciatori di terrore attuano da mesi. Purtroppo si registra un numero sempre maggiore di persone che non va più al ristorante, in pizzeria, al bar, in palestra, al centro estetico, perché ha paura o perché non vuole spendere i propri soldi fiutando possibili scenari futuri difficili per la propria economia familiare. E questo non va bene. E’ fondamentale che la comunità sostenga le attività locali come è sempre stato, pur nel rispetto delle vigenti regole anti-Covid. Ed è anche un modo per sostenere se stessi, supportare il proprio stato d’animo e non farsi inghiottire dalla paura. Bisogna nutrirsi di ottimismo. Il terrore non porta da nessuna parte se non in direzione baratro.

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