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Tivoli: Divieto di asporto di bevande alcoliche da domani a domenica 14 marzo



Da domani 12 a domenica 14 marzo sarà vietato vendere per l’asporto bevande alcoliche e superalcoliche dalle 15 alle 22 negli esercizi di vicinato, nelle attività di somministrazione di alimenti e bevande, e attraverso i distributori automatici. Resta consentito il consumo ai tavoli. A stabilirlo è un’ordinanza del sindaco Giuseppe Proietti firmata oggi, sulla base della risultanza dei controlli effettuati dalla polizia locale, durante i quali è emerso che continua a essere inosservato il divieto di assembramento soprattutto nelle ore pomeridiane e serali del weekend.

In particolare, dai rapporti degli agenti della polizia locale sui servizi di controllo effettuati nei giorni di venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 marzo emerge “la preponderante presenza a partire dalle ore pomeridiane di giovani tra i 18 e 25 anni, in prossimità di esercizi di vendita e di somministrazione di bevande, principalmente alcoliche”.

«La presenza di varianti del virus Sars-Cov-2 impone a tutti, di alzare il livello dell’attenzione ed evitare comportamenti che possano facilitare il contagio», spiega il sindaco. «Di qui la decisione di procedere con un ulteriore inasprimento delle norme, che possa andare nella direzione di disincentivare assembramenti tra persone e soprattutto, tra i più giovani, a loro volta diventare veicolo di contagio per i famigliari più anziani o fragili. Stiamo constatando nelle ultime settimane un aumento del numero dei contagiati (come anche a livello nazionale), seppur ancora al di sotto della media di contagio nazionale in rapporto alla popolazione, e un abbassamento notevole dell’età media, che da gennaio a oggi vede la maggiore diffusione di contagio nella fascia di età tra gli 11 e i 15 anni; un andamento che, come abbiamo avuto modo di vedere già durante i mesi scorsi, si evidenzia come il preludio per una recrudescenza del contagio anche sul nostro territorio. Per questo motivo, si continua a raccomandare con forza a tutti i cittadini di tenere comportamenti responsabili ispirati al principio della massima cautela e prudenza e osservare le misure ormai note indicate dalla comunità scientifica, dal Governo e dalle autorità sanitarie come arma principale per frenare la corsa del virus e l’evoluzione delle sue varianti».

In particolare, si raccomanda di:

- lavarsi spesso le mani e di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;

- evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;

- evitare abbracci e strette di mano;

- mantenere, nei contatti sociali, una distanza interpersonale di almeno un metro;

- praticare l’igiene respiratoria (starnutire o tossire in un fazzoletto, evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);

- evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;

- non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;

- coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;

- non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;

- pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;

- è fortemente raccomandato, in tutti i contatti sociali, di utilizzare protezioni delle vie respiratorie come misura aggiuntiva alle altre misure di protezione individuale igieniche e sanitarie.

Il provvedimento, comunicato precedentemente al prefetto, è stato trasmesso anche alla prefettura di Roma-ufficio territoriale del Governo, alla questura di Roma, al commissariato di Tivoli, ai comandi provinciali e locali dell’Arma dei carabinieri, alla Guardia di finanza e alla polizia provinciale.

Il corpo di polizia locale assicurerà nei servizi di competenza il controllo sull’osservanza del provvedimento. S’invitano le altre forze dell’ordine e di pubblica sicurezza a collaborare nell’applicazione dell’ordinanza.

L’ordinanza stabilisce anche che coloro che non rispetteranno il provvedimento saranno puniti con il pagamento della sanzione amministrativa da 400 a mille euro.

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