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Tivoli e Guidonia, al via il progetto per i cani delle cave "liberi e accuditi"

Tivoli Guidonia City
6 minuti fa
Tempo di lettura: 4 min

Nell’area delle cave sono stati censiti circa 60 cani. In meno di una settimana 42 animali sono stati sterilizzati e 34 sono già tornati nel territorio di provenienza. Il progetto coinvolge Comuni, Asl Roma 5, LAV, Protezione Civile e volontari.


È entrato nella fase operativa il progetto “Cani Liberi e Accuditi”, nato dal protocollo sottoscritto dai Comuni di Tivoli e Guidonia Montecelio con la LAV per affrontare in maniera strutturata la presenza di cani liberi nell’area delle cave.


Il progetto è stato presentato ieri al Grand Hotel Duca d’Este di Tivoli Terme, alla presenza dei sindaci di Tivoli e Guidonia Montecelio, Marco Innocenzi e Mauro Lombardo, dei rispettivi incaricati al Benessere Animali, Laura Rossetti e Antonello Livi, dei rappresentanti della ASL Roma 5 e del GOS-Protezione Civile. Per LAV erano presenti Alessandra Ferrari, responsabile dell’Area Animali Familiari, e Beatrice Rezzaghi, responsabile dell’Unità di Emergenza.


Già sterilizzati 42 cani

Dopo mesi di lavoro con le amministrazioni e il Servizio Veterinario, l’attività sul campo è iniziata nei giorni scorsi. Dal 24 settembre 2026 LAV ha allestito nell’area un ospedale veterinario da campo, dotato di spazi per la degenza pre e post-operatoria.

Il censimento effettuato nel febbraio scorso e aggiornato la scorsa settimana da Stray Dogs International Project ha stimato la presenza di circa 60 cani. Si tratta, secondo quanto riferito dai promotori, di animali con caratteristiche ferali o semiferali, che vivono da anni all’interno di gruppi sociali e mantengono una notevole distanza dalle persone.

I primi numeri dell'intervento sono già significativi: in meno di una settimana sono stati sterilizzati 42 cani, 19 maschi e 23 femmine, mentre 34 sono già stati reimmessi nel territorio.

L'intervento non si limita però alla sterilizzazione. Il protocollo prevede una procedura articolata che comprende censimento, cattura, valutazione sanitaria e comportamentale, identificazione, microchippatura, iscrizione all’Anagrafe Canina, applicazione della marca auricolare e successivo monitoraggio.


Il principio: restare liberi, ma sotto tutela

Il punto centrale del progetto è la possibilità di mantenere gli animali nel loro ambiente quando le condizioni sanitarie e comportamentali lo consentono.

«L’obiettivo non è semplicemente catturare e sterilizzare i cani, ma costruire un modello di gestione che permetta agli animali idonei di continuare a vivere liberi, tutelati e in sicurezza nel territorio che conoscono e all’interno dei loro gruppi sociali», spiega Alessandra Ferrari, responsabile Area Animali Familiari di LAV.

Gli animali che, al termine delle valutazioni, saranno considerati idonei alla vita libera verranno quindi reimmessi nel luogo di cattura e nel gruppo sociale di provenienza. I cani che avranno invece bisogno di ulteriori cure saranno ospitati in strutture adeguate e potranno essere reimmessi successivamente.

La reimmissione, sottolineano i promotori, non equivale dunque ad abbandono. Le marche auricolari consentiranno di riconoscere gli animali, mentre i volontari autorizzati seguiranno nel tempo la loro presenza e le loro condizioni, segnalando eventuali criticità e verificando anche l’eventuale arrivo di nuovi cani.


Anche alimentazione e monitoraggio nel progetto

Una parte dell’intervento riguarda inoltre la gestione quotidiana degli animali. Cibo e acqua saranno distribuiti dai volontari autorizzati in punti individuati insieme agli enti coinvolti e, per quanto possibile, lontani da strade, abitazioni e altre aree sensibili.

Il progetto punta quindi a creare un sistema di gestione continuativo, destinato a proseguire anche una volta terminata la prima fase di cattura e sterilizzazione. Nel tempo saranno monitorati il numero dei cani presenti, le loro condizioni di salute e benessere, la loro presenza sul territorio e l’eventuale ingresso di nuovi individui.


Comuni, Asl e LAV: «Un modello di collaborazione»

Per il sindaco di Tivoli Marco Innocenzi, il progetto rappresenta il risultato di un percorso avviato nei mesi scorsi con il coinvolgimento di diversi soggetti istituzionali.

«Siamo partiti dalla delibera di gennaio, con l’approvazione degli indirizzi e dello schema di convenzione con LAV, poi abbiamo costruito un percorso condiviso con la Regione Lazio, il Comune di Guidonia Montecelio, la ASL Roma 5 ed il Gruppo Operativo Soccorso», ha dichiarato Innocenzi.

Il sindaco ha sottolineato l'importanza della procedura adottata, dalla fase di censimento fino alla sterilizzazione e all’identificazione degli animali, definendo il ritorno dei primi cani nel loro territorio dopo le cure «una grande emozione».

Anche il sindaco di Guidonia Montecelio Mauro Lombardo ha evidenziato il carattere collaborativo dell'iniziativa, definendola un'occasione di confronto tra istituzioni, operatori e associazioni impegnate nella tutela degli animali.

«La corretta cura e gestione dei cani presenti sul territorio rappresenta non soltanto un dovere normativo, ma un indicatore del livello di civiltà di una comunità», ha affermato Lombardo, sottolineando l'importanza di mettere in rete competenze e buone pratiche per affrontare insieme benessere animale, sicurezza e sensibilizzazione.

Sulla stessa linea il direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASL Roma 5, dottor Luciani, che ha definito l'iniziativa un esempio di «co-progettazione tra Pubblica Amministrazione, autorità sanitarie e Terzo Settore».


Un intervento per ridurre lo stress degli animali

La gestione delle catture è stata organizzata anche con l'obiettivo di ridurre il più possibile lo stress per cani abituati a vivere lontano dal contatto umano.

«Abbiamo messo in campo tutte le competenze acquisite in questi anni di gestione delle emergenze», racconta Beatrice Rezzaghi, responsabile dell’Unità di Emergenza LAV. Il metodo adottato, spiega, è stato sviluppato insieme al personale tecnico veterinario per consentire di effettuare le sterilizzazioni in sicurezza e permettere agli animali di tornare nel minor tempo possibile alla vita libera.

Sul progetto è intervenuta anche la consigliera regionale del Lazio Micol Grasselli, che ha sottolineato la necessità di una collaborazione strutturata tra istituzioni, associazioni e volontari.


Il progetto guarda al lungo periodo

La fase attualmente in corso rappresenta dunque soltanto il primo passaggio di un programma destinato a proseguire nel tempo. L'obiettivo è impedire che la sterilizzazione rimanga un intervento isolato e costruire invece un sistema capace di seguire stabilmente la popolazione canina dell'area.

Il monitoraggio consentirà di verificare l'evoluzione della presenza dei cani, le loro condizioni e l'eventuale comparsa di nuovi animali, intervenendo sulle criticità.

LAV e i Comuni di Tivoli e Guidonia Montecelio hanno infine rivolto un appello ai volontari locali e ai cittadini affinché collaborino alla buona riuscita dell'iniziativa.

La sfida, ora, sarà trasformare l'intervento avviato con le prime sterilizzazioni in un modello di gestione stabile, nel quale libertà degli animali, controllo sanitario, sicurezza e monitoraggio del territorio procedano insieme.


© Foto di LETIZIA FONTANELLA



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