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Tivoli: Il 14 febbraio Massimo Solini presenterà a Villa D'Este il suo libro "Le piogge del '43"



di Claudia Crocchianti -


Con la speciale collaborazione dell’istituto Villa Adriana e Villa d’Este-VILLAE, Ministero della Cultura, con i patrocini della Presidenza Regione Lazio, del Consiglio Regione Lazio e Comune di Tivoli, l’Accademia Ergo Cantemus di Tivoli, con il contributo di Banca Mediolanum nella persona di Fabrizio Pellegrini, celebrano la Giornata del Sentimento attraverso il fascino della letteratura, della parola e della Musica nel salotto culturale con l’autore Massimo Solini, noto scrittore della città di Tivoli, con “Le piogge del ‘43”. Per l'occasione abbiamo intervistato lo scrittore Massimo Solini.

Come è nata l'idea di scrivere il libro" Le piogge del 43"?

"L'idea nasce dal desiderio di scrivere un'altra storia d'amore impossibile (i miei libri ne sono pieni) ambientata in uno scenario bellico alla fine del 1943. Questa volta parte dell'intuito di scrivere una storia d'amore fra una partigiana ed un fascista la condivido con il professore Giacomo De Marzi scomparso di recente".

Una frase che raccolga il libro?

“Tutta la filosofia e la storia del mondo sono inutili se non si impara a pensare con la propria testa, questo non lo insegnano in nessuna ideologia, né di destra né di sinistra”.

Il pubblico come sta rispondendo ?

"C'è molta attesa fra i miei lettori. Questo libro è pronto ormai da due anni sia nella versione italiana sia in quella inglese ma a causa della pandemia non ho potuto presentarlo e molta gente è impaziente di leggerlo".

Il 14 sarà a Villa d'Este, che emozioni sta provando al pensiero di presentare questo libro in un affascinante luogo e in una giornata particolare?

"L'emozione c'è, è la prima volta che presento un libro in quel meraviglioso scenario di Villa D'Este anche se l'esperienza mi sta donando una pacificazione mentale che è di buon auspicio. La giornata non mi concede alcuna emozione particolare, il 14 febbraio lo considero un giorno non diverso dagli altri".

Cosa rappresenta per lei la scrittura?

"La scrittura per me è la convinzione di fare qualcosa che nel tempo, niente e nessuno potrà portarmi via, allo stesso tempo è anche la liberazione da ogni forma di prigione mentale, è la libertà di sognare e di aprire i cancelli della consapevolezza".

Progetti futuri?

"Nessun progetto; la mia vita non prevede salti nel tempo; vivo alla giornata riempiendo la mia vita di piccole cose che mi danno soddisfazione".


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