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Tivoli: Il Consiglio comunale sotto accusa per aver approvato un regolamento contro l'elemosina



di Claudia Crocchianti -


Nel Consiglio Comunale di venerdì 23 ottobre a Tivoli è stato approvato un regolamento per porre un freno all' "elemosina molesta", ma in questa città, assolutamente, come possiamo notare nel camminare in varie strade, ciò non mi è mai successo. Chi ha fame, è normale che chieda insistentemente un gesto di solidarietà, per potersi permettersi un panino e crediamo che ciò non possa essere considerato molesto. Fermarsi a parlare con coloro che chiedono aiuto è un consiglio che rivolgiamo a tutti e tutte perché ascoltandoli capiremo che questo regolamento non sarebbe mai stato votato in una città civile. Carità, dignità e rispetto in questo regolamento mancano, perché dire che chiedere elemosina è contro il decoro urbano è assurdo e dire che è contro chi chiede con insistenza aiuto non è affatto normale. Dietro questo gesto vi è la storia di uomini e donne che merita di essere ascoltata e non punita con una multa, che naturalmente non potranno mai pagare. Una Nuova Storia ha espresso immediatamente il proprio sdegno: “Il Sindaco e la maggioranza contro i poveri. È dal 1999 che dal Codice Penale è stato eliminato il reato di elemosina. Ma poco importa a chi è forte con i deboli e debole con i forti. Il tutto per la 'Tutela del decoro urbano'".

Questo regolamento ha portato la reazione anche del Pd a cui ha fatto seguito la risposta del Sindaco Giuseppe Proietti.

Le parole del PD:

"L`approvazione della modifica del regolamento della Polizia urbana del comune di Tivoli è l'esempio, terribile, di quanto la rincorsa al populismo generi mostri". Cosi` commentano Bruno Astorre segretario regionale del Partito Democratico, e Marco Vincenzi, presidente del gruppo Pd in Consiglio regionale, l'approvazione da parte della maggioranza del comune di Tivoli delle modifiche al regolamento di Polizia Urbana che vietano, tra le altre cose, di chiedere l'elemosina. "Il sindaco di Tivoli da` vita a un provvedimento anti-poveri che smaschera, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la vera anima del 'civico' Proietti: nel piu` perfetto stile delle peggiori destre, quelle intolleranti e ipocrite, il sindaco tiburtino vuole vietare l'elemosina, multando coloro che vengono trovati a chiedere pochi euro per sopravvivere. Un atto che, inserito in un regolamento che si occupa anche di decoro urbano, equipara i poveri ai rifiuti illegalmente abbandonati per strada oppure ai panni stesi alle finestre. `Cose` che infastidiscono i ben pensanti, i bravi cittadini e non persone che non siamo capaci di integrare nel tessuto sociale, lavorativo, economico. Invece di vietare questa piccola forma di richiesta d'aiuto e di solidarietà, il sindaco di Tivoli dovrebbe preoccuparsi di rafforzare le politiche sociali di sostegno e integrazione del suo Comune, in modo di aiutare le persone in difficoltà, certamente non punirle - concludono Astorre e Vincenzi-. Vogliamo ricordare al sindaco Proietti che l'elemosina non molesta non è un reato, che vietarla è anticostituzionale, ma soprattutto che, in un'Italia sempre più povera e in crisi, il suo atto appare sproporzionato, anzi crudele".

La risposta del Sindaco Proietti:

“Non è vero, come dalle proprie pagine Facebook urlano il Partito democratico regionale e quello tiburtino, che il sindaco di Tivoli e l’amministrazione comunale, approvando il nuovo regolamento di polizia urbana, vietino l’elemosina. Il Partito democratico di Tivoli e il consigliere regionale Marco Vincenzi dicono cose non vere. Con il regolamento approvato ieri in Consiglio comunale è, invece, vietato raccogliere elemosine che causano disturbo ai passanti, ciò significa, per i meno attenti, che la fattispecie rilevante è unicamente l’elemosina effettuata con modalità moleste, ciò in piena conformità a quanto previsto dall’art. 669 bis del codice penale.

Tale norma è stata introdotta dal “decreto sicurezza” del 2018 convertito dalla legge 1.12.2018 n.132 (e lasciato in vigore nel decreto legge n.130 del 21 ottobre 2020 con cui l’attuale Governo Pd ha modificato altri aspetti dei decreti sicurezza). Questa condotta penalmente rilevante, correttamente e doverosamente recepita dal regolamento della polizia urbana, consiste nell’elemosina effettuata con modalità che nulla hanno a che vedere con la carità ma che, piuttosto, s’identificano con l’accattonaggio vessatorio, quell’attività che il dizionario italiano definisce “chiedere elemosina in forma molesta” e che, lo ripetiamo ancora una volta, il nostro vigente codice penale ritiene reato. Solo e unicamente in tale forma, con il regolamento approvato ieri, lo vietiamo a Tivoli. Il Pd cita parzialmente – o forse non comprende – l’articolo del regolamento appena approvato: e cioè che è vietato chiedere elemosina causando disturbo. L’articolo 5, comma 1, lettera “n” del regolamento di polizia urbana del Comune di Tivoli dispone testualmente che a tutela del pubblico decoro è vietato “raccogliere questue ed elemosine per qualsiasi motivo causando disturbo ai passanti”, di fatto riprendendo alla lettera quanto già disposto dal precedente regolamento comunale approvato nel marzo del 2010. È necessario, evidentemente, chiarire che i legislatori hanno inteso colpire quel tipo di elemosina molesta proprio nel significato che il Consiglio comunale di Tivoli ha voluto limitare nell’interesse generale della cittadinanza, approvando tale divieto nel regolamento di polizia urbana. È evidente quindi che anche il Pd nazionale ha manifestato attenzione a questo tipo di problemi: attenzione co la quale, invece, il Pd di Tivoli non è in sintonia. Il Pd di Tivoli prima di dire cose non vere, dovrebbe informarsi sulle leggi e non diffondere ai cittadini false informazioni ed evidenti erroneità. Questa è un’amministrazione che vuole contrastare modi di elemosinare tracotanti e petulanti e guarda ai bisogni veri delle fasce più deboli, come ha dimostrato sempre, come ha mostrato nella prima fase della pandemia e come dovrà fare ancora purtroppo nel suo riacutizzarsi. Prevenire la povertà e il disagio con azioni sociali e di sostegno piuttosto che vederli riversarsi in strada, dove viene calpestata la dignità dell’essere umano: sono queste le sfide che una nobile forza politica deve saper raccogliere”.

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