Tivoli: Lavori ACEA a Ponte Lucano, gli imprenditori tuonano "Non tollereremo nuovi danni economici"
- Tivoli Guidonia City
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La questione del cantiere per il rifacimento della rete fognaria a Ponte Lucano torna al centro del dibattito a Tivoli. Al centro della preoccupazione non ci sono soltanto i disagi alla circolazione e le difficoltà quotidiane per residenti e pendolari, ma anche le conseguenze economiche che la chiusura del tratto stradale potrebbe provocare alle numerose attività commerciali che operano nella zona.
Sono oltre quaranta le imprese che guardano con crescente apprensione all'evolversi della situazione. Per loro, infatti, la ripresa dei lavori in orario diurno, prevista con la riapertura del cantiere, rischia di trasformare un problema di viabilità in una vera e propria emergenza economica.
Nei giorni scorsi si è svolto presso il Comune di Tivoli un incontro tra l'amministrazione e i rappresentanti delle attività commerciali interessate dai disagi. Per il Comune erano presenti l'assessore all'Urbanistica D'Ignazio e il capitano della Polizia Locale Baste.
Il confronto è partito dalla viabilità locale, con l'amministrazione che ha illustrato le soluzioni già adottate e assicurato una maggiore attenzione alla segnaletica. Ma il tema è rapidamente diventato quello della viabilità generale e delle conseguenze che una nuova fase di lavori diurni potrebbe determinare.
Il precedente del 5 agosto, quando la congestione del traffico aveva già provocato pesanti ripercussioni sulla circolazione, viene considerato un campanello d'allarme. La preoccupazione degli operatori è che, con la ripresa dei flussi legati alla normale attività lavorativa e scolastica di settembre, una situazione già difficile possa diventare ancora più critica.
E se per i pendolari il rischio è quello di dover affrontare quotidianamente code, rallentamenti e tempi di percorrenza più lunghi, per le attività commerciali la questione assume una dimensione ancora più delicata.
Una strada chiusa o fortemente penalizzata significa meno accessibilità, meno clienti e, di conseguenza, meno fatturato.
Gli imprenditori hanno infatti riferito di aver già registrato un calo degli incassi nei primi dieci giorni di chiusura del cantiere. Un dato che alimenta il timore che un prolungamento dei disagi possa mettere seriamente in difficoltà le imprese, soprattutto quelle che dipendono in maniera significativa dal passaggio e dalla facilità di accesso dei clienti.
Il rischio, dunque, è che il problema non rimanga confinato alla circolazione stradale, ma finisca per avere ripercussioni sull'economia dell'intera area.
Durante il confronto è emersa anche la questione degli orari di lavorazione. Il capitolato approvato dal Comune prevede lavori durante il giorno, sulla base di motivazioni tecniche che, secondo quanto riferito, renderebbero difficoltoso il ricorso al lavoro notturno. Una scelta che ACEA avrebbe interesse a mantenere anche per ragioni economiche, considerando la maggiorazione prevista per le lavorazioni notturne.
È proprio su questo punto che si concentrerà il prossimo incontro.
Domani il vertice con ACEA
Il nuovo appuntamento è fissato per venerdì 4 settembre alle ore 9 presso il Comune di Tivoli. Al tavolo saranno presenti i rappresentanti delle imprese, che arriveranno supportati da un tecnico esperto di grandi opere, con l'obiettivo di verificare concretamente la natura degli impedimenti tecnici che finora hanno portato a escludere l'ipotesi dei lavori notturni.
La questione, in sostanza, sarà quella di capire se esistano davvero ostacoli tecnici insormontabili oppure se il ricorso alle lavorazioni diurne sia legato soprattutto a una valutazione economica e organizzativa.
L'incontro sarà verbalizzato e potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per comprendere quale sarà il futuro del cantiere e, soprattutto, quale impatto avrà sulla viabilità e sulle attività della zona.
Il timore degli imprenditori: «Non possiamo permetterci altri danni»
Le aziende coinvolte hanno già fatto sapere che, qualora ACEA dovesse confermare la scelta dei lavori diurni nonostante l'eventuale assenza di impedimenti tecnici, si riserveranno di valutare un'azione risarcitoria per i danni economici subiti.
Una posizione che testimonia il livello di preoccupazione raggiunto dagli operatori.
Il punto, però, non è mettere in discussione la necessità dell'intervento. Il rifacimento della rete fognaria rappresenta un'opera necessaria e di interesse pubblico. Il problema riguarda piuttosto come realizzarla, cercando di limitare al massimo le conseguenze sulla vita quotidiana e sulle attività economiche.
Comune e ACEA sono chiamati quindi a trovare un equilibrio tra l'esigenza di portare avanti un'opera pubblica importante e quella di garantire la sostenibilità dei disagi per chi vive e lavora lungo il tratto interessato.
Perché dietro una strada chiusa non ci sono soltanto automobili ferme nel traffico. Ci sono lavoratori che devono raggiungere il posto di lavoro, famiglie che devono spostarsi, clienti che possono decidere di non raggiungere più un'attività e imprenditori che rischiano di vedere ridursi sensibilmente i propri incassi.
Domani, al tavolo del Comune, si proverà dunque a capire se esiste una soluzione capace di conciliare l'avanzamento dei lavori con la necessità di non mettere in ginocchio la viabilità e il tessuto commerciale della zona.
Per le oltre quaranta attività coinvolte, la posta in gioco è ormai molto alta.





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