Tivoli: Nuovo Acquedotto Marcio e Pomata, tre mesi dopo il voto il territorio aspetta ancora risposte

Sono trascorsi tre mesi dal Consiglio comunale del 23 giugno, quando, al termine di un lungo dibattito, fu approvata all’unanimità una mozione riguardante i lavori di Acea Ato 2 per la realizzazione del Nuovo Acquedotto Marcio.
Si tratta di un’opera che interesserà, con un cantiere di circa 5 ettari, la Strada di Pomata e i suoi oliveti secolari.
Il Movimento Civico Tiburtino aveva accolto con soddisfazione il mandato conferito al Sindaco di Tivoli: convocare un tavolo di lavoro al quale riunire consiglieri comunali, dirigenti tecnici, assessori e associazioni ambientaliste.
L’obiettivo era chiaro: avviare un confronto con tutti gli Enti coinvolti nel progetto, così da acquisire nel più breve tempo possibile tutta la documentazione progettuale relativa al territorio di Pomata, ai particolari tecnici dell’intervento e alle ulteriori captazioni previste dalle sorgenti dell’Aniene.
Un secondo obiettivo, altrettanto importante, era quello di ottenere un confronto diretto con Acea Ato 2, per rappresentare — qualora non ne fosse già pienamente consapevole — il valore della Strada di Pomata per la città di Tivoli.
Un territorio di straordinario pregio paesaggistico, estremamente panoramico, che conserva importanti ruderi di epoca romana, olivi secolari e varietà olivicole di particolare pregio, ormai quasi uniche, e che rientra nella Buffer Zone della Villa Adriana.
L’attraversamento di questo territorio attraverso sistemi tecnici fortemente invasivi, analoghi a quelli ancora visibili lungo la Valle dell’Aniene, nella Riserva di Monte Catillo e a Piazzale Saragat, rappresenterebbe un intervento di forte impatto su un patrimonio che dovrebbe invece essere tutelato.
Altrettanto preoccupante è la prevista ulteriore captazione di 2.500 litri al secondo dalle sorgenti del fiume Aniene, sulla quale riteniamo necessario un confronto approfondito, trasparente e basato sulla piena conoscenza della documentazione progettuale.
Nonostante il Movimento Civico Tiburtino, Italia Nostra e Legambiente Tivoli abbiano formalmente chiesto di partecipare al tavolo, mettendo a disposizione la propria collaborazione, a oggi nulla si è mosso.
Siamo quindi costretti a constatare che, a tre mesi dall’approvazione unanime della mozione, il tavolo di confronto non è stato ancora convocato.
E questo pone una questione politica e istituzionale precisa: che valore hanno le mozioni approvate all’unanimità dal Consiglio comunale se gli impegni che ne derivano restano senza seguito?
Ci piace infine richiamare quanto emerso nell’ultimo Consiglio comunale, il cui tema centrale è stato l’interesse pubblico legato a una proposta di lottizzazione edilizia nel quartiere di Tivoli Terme.
Perché, se l’interesse pubblico deve essere il criterio attraverso cui vengono valutate le trasformazioni del territorio, allora non può esistere un doppio metro.
La tutela della Strada di Pomata è INTERESSE PUBBLICO e deve essere tutelata in modo assoluto.
Tivoli, 1 ottobre 2026
Movimento Civico Tiburtino





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