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Tivoli Terme, Stacchini: Una Nuova Storia chiede a Comune e Regione una soluzione definitiva




Da Una Nuova Storia riceviamo e pubblichiamo


Dopo aver incontrato associazioni, cittadini, tecnici del Comune, rappresentanti della maggioranza e chi governa la Regione, oggi abbiamo scelto di contrastare la delibera su Stacchini in Consiglio Comunale.

Una scelta fatta con la certezza che la nostra azione fosse la migliore per l'interesse pubblico e per le generazioni attuali e future. La scelta migliore per riuscire a disinnescare quanto prima quell’incredibile bomba ecologica che abbiamo vicina alle nostre case e alle nostra famiglie.

Con il percorso che la maggioranza propone, la bonifica avverrebbe infatti soltanto dopo gli anni necessari a ricoprire di cemento l'intera area e sempre che si ottengano tutti i pareri necessari a partire da quelli dell'Unione Europea che su quell'area pose un vincolo ambientale: anni che la comunità di Tivoli Terme non può attendere solo per le necessità di continua propaganda della maggioranza.

A ciò si aggiunge che non si può affrontare la situazione cedendo a quello che consideriamo un ricatto, travestito da proposta, da parte dei proprietari. Non è infatti accettabile che dopo aver acquistato l'area a un prezzo stracciato per la situazione di inquinamento e dei vincoli presenti, oggi, prima ancora di bonificare, chiedono di poter costruire centinaia di migliaia di metri cubi in più di quelli previsti, con un guadagno maggiorato di decine di milioni di euro rispetto al valore di acquisto.

Il tutto inserito in un modello di sviluppo che produrrebbe un ulteriore disastro ambientale e che non tiene conto dell'impatto che avrà sullo sviluppo dell’attività termale e di quella sanitaria che lì sta per sorgere.

Il rinvio della votazione di oggi è allora un risultato importante.

È infatti ora che finisca il rimpallo di colpe e le polemiche e si agisca, facendo quello che abbiamo chiesto fin da quando eravamo in maggioranza nella passata amministrazione: il Sindaco, dopo più di sei anni in cui non lo ha voluto fare, deve recarsi di persona in Regione per impegnarla, per conto di tutta la città, su una questione su cui è apparsa finora un po’ troppo distratta e assente, nonostante abbia scelto di realizzare in zona uno dei più grandi poli ospedalieri del Lazio.

Sappiamo bene che il Comune di Tivoli da solo non ha la forza per farcela da solo.

Siamo però certi che abbia la voce e il dovere di consultare la Regione per individuare insieme gli strumenti e le risorse per procedere alla bonifica e, volendo, anche acquisire la disponibilità dell’area.

La salute non può essere vittima delle lotte politiche e questi mesi lo raccontano bene. Perché la politica, in questo modo, perde ogni significato.

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