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Tivoli: Tra allarmismo e il puntare il dito mancano informazioni sulla genesi dei 2 nuovi contagi



Dopo quasi due settimane di assenza di nuovi contagi, il territorio del comune di Tivoli ha fatto registrare due nuovi casi positivi. Due situazioni che hanno iniziato a minare di nuovo la tranquillità dei cittadini. Nessun allarmismo, per carità. Eppure non sono mancati, da parte di alcuni, le critiche feroci e il puntare il dito contro il comportamento di quei cittadini che, a detta loro, non starebbero rispettando le disposizioni, come l’uso della mascherina e il distanziamento. Come accade spesso, si tende sempre a incolpare qualcuno con l’obiettivo di cercare un capro espiatorio. I controlli spettano agli organi preposti e sta a loro intervenire laddove non si rispettano le regole.

In questa emergenza coronavirus, Tivoli non ha fatto registrare numeri drammatici, al di là dei cinque decessi, che nelle compromesse condizioni di salute pregresse hanno trovato la concausa. Durante il lockdown la stragrande maggioranza dei cittadini ha tenuto un comportamento esemplare e rispettoso delle regole.

Le minacce del sindaco Giuseppe Proietti, formulate oggi in un video, di ricorrere nuovamente a misure restrittive in caso di ulteriori nuovi contagi devono suonare come un invito a rispettare le regole ma non devono essere “limitanti” per la libertà dei cittadini. E’ ovvio che la riapertura di quasi tutte le attività ha rimesso in circolo tantissime persone, sia per motivi di lavoro che per esigenze di fare acquisti o anche semplicemente di una passeggiata all’aria aperta con il mantenimento delle distanze. Ci sta che le strade di Tivoli siano più affollate di qualche settimana fa. L’importante è rispettare il distanziamento, evitare assembramenti e usare la mascherina nei luoghi al chiuso e laddove non è possibile mantenere la distanza con altri individui. Che poi non sono altro che le linee guida emanate dal Governo e dal Ministero della Salute.

Detto questo, al fine di non far scattare eccessivi allarmismi, sarebbe importante in questa fase dare informazioni ulteriori sui nuovi contagiati. Nessuna pretesa di sapere generalità e via di residenza ma almeno sapere se si tratta di persone che lavorano altrove, che usano mezzi pubblici, se sono operatori sanitari. Informazioni utili a capire se i contagi avvengono durante la vita pubblica in città, oppure sono figli di altre situazioni: lavoro, trasporto pubblico, vicinanza per motivi professionali con persone malate… Mettiamo il caso che uno di questi due positivi (o tutte e due) sia una persona che lavora a Roma e sia rimasto contagiato durante un viaggio in metropolitana. Così per dire. Che ne possiamo sapere? Come sarebbe importante sapere se i casi positivi sono stati rilevati attraverso i tamponi per l’insorgere di sintomatologie o no. Informazioni utili per capire e per avere un quadro più delineato sull’insorgenza di questi nuovi casi positivi. Perché altrimenti si corre il rischio di sparare nel mucchio e di spingere di nuovo i cittadini all’uno contro uno e a voler fare gli sceriffi a tutti i costi. Una qualsiasi problematica di questo genere si risolve con serenità, con prudenza e con il rispetto delle regole, anche esagerate. Ma non con l’allarmismo e la paura.

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