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Villae Film Festival: Dal 6 settembre al via la seconda fase a Villa D'Este dell'edizione 2021



Dal 6 al 12 settembre, si svolgerà a Villa d’Este a Tivoli il secondo appuntamento di quest'anno del VILLAE FILM FESTIVAL, giunto alla sua terza edizione. Dopo la tappa di Villa Adriana che si è svolta a luglio con la presentazione di film

il cui tema è la visione legata all’esperienza estetica, nella splendida cornice rinascimentale di Villa d’Este saranno presentati film realizzati da registi che si sono avvalsi di una formazione anche artistica, e che pertanto possiedono una particolare sensibilità nei confronti della rappresentazione filmica. Cinema e Arte si incontrano per la prima volta in questi due siti dichiarati dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Evento unico nel panorama culturale italiano, il progetto è realizzato con il patrocinio e il sostegno del MiC e della Regione Lazio e organizzato dalle Villae, sotto la direzione artistica di Andrea Bruciati, storico dell’arte e direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, con la consulenza artistica di Stefania Bianchi e Filippo Soldi e l’organizzazione dell’Associazione Culturale Seven. Nella sua duplice articolazione a Villa d’Este e a Villa Adriana, Villae Film Festival è un viaggio alla scoperta del cinema che racconta l’Arte e del cinema che si presenta come la settima Arte. Il Festival si apre con il documentario LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI di Ilaria Freccia in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, alla presenza della regista, dello storico dell’arte Ludovico Pratesi, che ha collaborato alla scrittura del documentario.Nella serata dedicata a Luis Buñuel e Salvador Dalì sarà presente Raul Grisolia, artista, docente e autore di Le metamorfosi dello sguardo – cinema e pittura nei film di Bunuel edito da Biblioteca di Bianco & Nero, Fondazione Scuola Nazionale di Cinema. Nella serata in cui sarà proiettato UMANO NON UMANO di Mario Schifano saranno presenti il critico d’arte Achille Bonito Oliva e il regista Giancarlo Scarchilli. Alla proiezione di MARINA ABRAMOVIĆ: THE ARTIST IS PRESENT sarà presente la distributrice italiana del documentario Gioia Avvantaggiato e la storica dell’arte Consuelo Lollobrigida. In programma anche DESERTO ROSSO di Michelangelo Antonioni. Una serata per ricordare l’arte di un grande maestro del cinema italiano e conoscere la modernità del suo sguardo insieme al direttore della fotografia Paolo Ferrari, la distributrice internazionale Adriana Chiesa Di Palma e il regista Fariborz Kamkari, regista del documentario “Acqua e Zucchero. Carlo Di Palma, i colori della vita”, ritratto del grande direttore della fotografia che fu sul set con Antonioni per diversi film. Novità di questa edizione, sono le due serate ‘infanzia’ con l’obiettivo di far scoprire l’arte ai più piccoli all’insegna di due capolavori della Walt Disney. Le proiezioni dei due film Disney BIANCANEVE E I SETTE NANI e FANTASIA si svolgeranno alla presenza di Alessandro Quarta, voce ufficiale italiana di Topolino e di Nunziante Valoroso, storico del doppiaggio Disney.“Novità di questa edizione – sottolinea Andrea Bruciati, Direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – saranno gli incontri su I mestieri del cinema, in cui una serie di professionisti del settore dialogherà con il pubblico. Tra questi, il direttore della fotografia Paolo Ferrari e il restauratore Pasquale Cuzzupoli. Il Villae Film Festival giunge così alla sua terza edizione con un programma ancora più ricco e articolato di proposte. L’evento è connaturato in modo profondo al dna dei siti in cui si svolge e da cui trae le sue peculiarità connotative, sia di ordine estetico che linguistico. Le VILLAE infatti costituiscono uno straordinario luogo d’elezione in cui l’arte si fa racconto per immagini ed esperienza immersiva totalizzante, unica. Pertanto il carattere artistico straordinario ed universale insieme dei siti UNESCO, di eterna e cangiante bellezza, si esprime pienamente nei tratti distintivi di un festival dedicato all’arte in movimento e alla ricerca visiva contemporanea”.


PROGRAMMA DAY BY DAY


Lunedì 6 settembre

Ore 20.30 incontro LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI. Introduce Andrea Bruciati. Intervengono Ilaria Freccia e Ludovico Pratesi.

Ore 21.00 i filmati dell’Archivio Storico Luce

Ore 21.15 proiezione LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI di ILARIA FRECCIA

“La rivoluzione siamo noi” è una frase utilizzata dall’artista Joseph Beuys per riferirsi a quel movimento che comportò l’uscita dell’arte dai musei e dalle situazioni più istituzionali nel nome di una creatività artistica che coinvolgesse la gente nelle strade e nelle piazze. Non più solo dipinti e sculture, ma performance, istallazioni e azioni che coinvolgevano il pubblico. Sono i dieci anni dal 1967 al 1977 e Ilaria Freccia li ricostruisce con materiali d’archivio ma anche con interviste agli artisti stessi, ai galleristi che spesso erano dietro queste azioni spettacolari e inconsuete e ai critici che vissero e scrissero di quegli artisti e del loro nuovo operare. Il documentario è stato scritto insieme al critico d’arte Ludovico Pratesi.

Ilaria Freccia è regista e produttrice, ma anche film maker e fotografa. Ha lavorato con la compagnia teatrale Mabu Mines a New York e ha realizzato documentari per H.B.O. I suoi lavori hanno ottenuto premi nazionali e internazionali. Sta sviluppando il lungometraggio Wildfire e la serie A Priceless Gift: vita e morte di Jane Stanford.


Martedì 7 settembre

Ore 20.30 incontro i mestieri del cinema e UN CHIEN ANDALOU e BELLA DI GIORNO. Introduce Andrea Bruciati. Interviene Raul Grisolia

Ore 21.00 i filmati dell’Archivio Storico Luce

Ore 21.15 proiezione UN CHIEN ANDALOU e BELLA DI GIORNO di LUIS BUÑUEL

UN CHIEN ANDALOU, 1929, Francia,16’, grottesco. VISIONE CONSIGLIATA AD UN PUBBLICO ADULLTO

regia di Luis Buñuel, soggetto e sceneggiatura Luis Buñuel e Salvador Dalí, con Pierre Batcheff, Simone Mareuil, Luis Buñuel, Salvador Dalí

Il cortometraggio, che non ha un tessuto narrativo tradizionale, si apre con una delle scene più famose e scandalose della storia del cinema: la lama di un rasoio taglia l’occhio di una donna intenta a osservare un romantico chiaro di luna. Si susseguono poi immagini ricche di allusioni a un desiderio sessuale tanto forte quanto represso. Tali immagini sembrano affondare in un inconscio inafferrabile portato alla luce proprio dalla poetica surrealista dell’opera. David Bowie utilizzò quest’opera in un suo tour.

BELLA DI GIORNO, 1967, Francia, Italia, 95’, drammatico. V.M. 14

regia di Luis Buñuel, sceneggiatura Luis Buñuel e Jean-Claude Carrière, con Catherine Deneuve, Jean Sorel, Michel Piccoli, Geneviève Page, Georges Marchal, Francisco Rabal, Pierre Clémenti, Françoise Fabian

Tratto dal romanzo di Joseph Kessel del 1929, il film racconta di Séverine che, moglie di un medico affermato e con una vita decisamente agiata, trova rimedio alla sua inquietudine andando a prostituirsi in una casa d’appuntamenti. Per un certo periodo Séverine riesce a tenere nettamente separate le sue due vite di moglie tanto educata quanto algida e di prostituta estremamente richiesta, ma poi il gioco si fa pericoloso e le conseguenze saranno inevitabili.

Luis Buñuel nacque in Spagna nel 1900 e morì in Messico nel 1983. Educato in un collegio di gesuiti a Saragozza, si dichiarò poi “profondamente e coscienziosamente ateo” sostenendo di non essere interessato a Dio ma agli uomini. Frequentò, tra gli altri, Federico García Lorca e Salvador Dalí, con il quale scrisse i suoi primi film. Nel 1925 si trasferisce a Parigi, dove gira Un chien andalou. Tornato di nuovo in Spagna, in seguito alla sconfitta della Repubblica Spagnola si sposta negli Stati Uniti e nel 1940 in Messico. Con I figli della violenza riceve il gran premio della giuria al Festival di Cannes del 1951, mentre dieci anni dopo ottiene la Palma d’Oro con Viridiana. Vince il Leone d’argento con Simon del deserto, il Leone d’oro nel 1967 con Bella di giorno e l’Oscar quale miglior film straniero con Il fascino discreto della borghesia. Nel 1977 gira Quell’oscuro oggetto del desiderio, il suo ultimo film.


Mercoledì 8 settembre

Ore 20.30 incontro i mestieri del cinema e DESERTO ROSSO. Introduce Andrea Bruciati. Intervengono Adriana Chiesa Di Palma, Paolo Ferrari e Fariborz Kamkari

Ore 21.00 i filmati dell’Archivio Storico Luce

Ore 21.15 proiezione DESERTO ROSSO di MICHELANGELO ANTONIONI

In seguito a un incidente d’auto Giuliana entra in uno stato di depressione profonda. L’ambiente in cui vive, una Ravenna completamente industrializzata e metafisica, non migliora certo la situazione. Solo Corrado, amico e collega del marito, sembra poterle offrire aiuto. Si tratta però di un’illusione: anche Corrado, con cui Giuliana intreccerà una relazione, nasconde con continui viaggi di lavoro una profonda incapacità di adattamento alla realtà che lo circonda.

Michelangelo Antonioni, dopo la laurea in Economia e Commercio all’Università di Bologna, frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia. Già negli anni Quaranta scrive sulla rivista “Cinema”, poi collabora con personalità come Rossellini e Visconti e suo è il soggetto del primo film di Fellini, Lo sceicco bianco. Dopo Cronaca di un amore (1950) realizza alcuni dei film che caratterizzano la cultura cinematografica italiana con la loro ricerca su temi come l’incomunicabilità e il disagio esistenziale. Deserto rosso, il suo primo film a colori (in cui per la prima volta collabora con il direttore della fotografia Carlo Di Palma), ottiene il Leone d’Oro alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia del 1964 e il Nastro d’argento per la miglior fotografia. Lo sguardo di Michelangelo è il suo ultimo documentario e ha come oggetto di narrazione l’opera di Michelangelo Buonarroti per la tomba di Giulio II a San Pietro in Vincoli. Tra 2015 e 2016 a Roma si è tenuta una mostra di tele dipinte da Michelangelo Antonioni che all’attività di regista cinematografico ha accostato, oltre a quella di scrittore con la raccolta di racconti Quel bowling sul Tevere, anche quella di pittore.


Giovedì 9 settembre

Ore 20.30 incontro i mestieri del cinema e UMANO NON UMANO. Introduce Andrea Bruciati. Intervengono Achille Bonito Oliva e Giancarlo Scarchilli

Ore 21.00 i filmati dell’Archivio Storico Luce

Ore 21.15 proiezione UMANO NON UMANO di MARIO SCHIFANO

Il film si compone di situazioni diverse unite dal comune sottofondo sonoro di un battito cardiaco. Così vediamo un uomo che lacera lo schermo cinematografico su cui è proiettato un film di Godard, una manifestazione in piazza Colonna, un giovane che vorrebbe far l’amore con la compagna senza riuscirci, immagini dello scrittore Alberto Moravia, del poeta Sandro Penna, un artista che costruisce una grande falce e martello come un’opera di land art.

Mario Schifano nasce in Libia nel 1934 e giunge a Roma al termine della guerra. Nel 1959 espone tele che, con il loro spessore materico, guardano alla pittura informale, mentre nel 1960 le sue opere figurano insieme a quelle di Franco Angeli, Tano Festa, Francesco Lo Savio e Giuseppe Uncini. Dopo che nel 1962 alcune sue tele sono esposte a New York, Schifano fa un viaggio in America e conosce così la Pop Art. Negli anni successivi le immagini dei mass media sono per lui materia di ispirazione. Nascono così le opere cinematografiche Anna Carini vista in agosto dalle farfalle, Satellite e Umano non umano. Negli anni Settanta l’immagine televisiva diventa protagonista delle sue tele. Schifano partecipa a importanti mostre organizzate da Achille Bonito Oliva, Maurizio Calvesi e Germano Celant. Muore a Roma nel 1998.


Venerdì 10 settembre

Ore 18.00 proiezione MARTIN EDEN di PIETRO MARCELLO

Il film si ispira liberamente al romanzo di Jack London e ne sposta la vicenda da Oackland a Napoli. Martin Eden è un marinaio che salva il giovane Arturo Orsini da un’aggressione e, per riconoscenza, è accolto dalla di lui famiglia nonostante la diversa estrazione sociale. Conosce così Elena, la sorella di Arturo, e se ne innamora. Nel tentativo di essere all’altezza della ragazza, Martin cerca di darsi quell’istruzione che non ha mai avuto. Capisce, così, che il suo talento e la sua passione sono la scrittura. Il problema è che non è facile vivere scrivendo. Almeno all’inizio.

Pietro Marcello si forma all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studia pittura. Fin dall’inizio si dedica al genere documentaristico. Realizza Il tempo dei magliari, documentario radiofonico per Radio 3, vince al Festival Libero Bizzarri del 2004 con Il cantiere e, l’anno successivo, gira La baracca, sulla figura di un senzatetto del centro storico di Napoli. È con La bocca del lupo che vince il Torino Film Festival, il Nastro d’argento e il David di Donatello. Martin Eden è il suo secondo lungometraggio ed è stato presentato alla 76° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove il protagonista Luca Marinelli ha vinto la Coppa Volpi quale miglior interprete maschile.

Ore 20.30 incontro i mestieri del cinema e MARINA ABRAMOVIĆ: THE ARTIST IS PRESENT. Introduce Andrea Bruciati. Intervengono Gioia Avvantaggiato e Consuelo Lollobrigida

Ore 21.00 i filmati dell’Archivio Storico Luce

Ore 21.15 proiezione MARINA ABRAMOVIĆ: THE ARTIST IS PRESENT di MATTHEW AKERS e JEFF DUPRE

Il documentario racconta la preparazione e lo svolgimento di The artist is present, performance di Marina Abramovi che si è tenuta al Museum of Modern Art (MOMA) di New York nella primavera 2010 per una durata di oltre 700 ore. Questa performance prevede che l’artista rimanga seduta a un tavolo e, per un certo tempo, fissi negli occhi la persona che di volta in volta si siede di fronte a lei. La “presenza” qui non è più un concetto astratto ma comporta un sentire reale.

Marina Abramovi nasce a Belgrado nel 1946. Al 1974 risale la sua prima performance in Italia. Due anni dopo si trasferisce ad Amsterdam e inizia la relazione con il performer e fotografo tedesco Ulay che, compagno nella vita, condividerà gran parte del suo percorso artistico. Insieme creeranno performance memorabili come Rest Energy, del 1980, in cui Ulay trattiene la corda di un arco la cui freccia è puntata al cuore della Abramovi, oppure Imponderabilia, presentata a Bologna nel 1977, in cui i due sono nudi uno di fronte all’altra ai due lati di uno strettissimo passaggio da cui transita il pubblico. Nel 1997, con Balkan Baroque, Marina Abramovi vince il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia.


Sabato 11 settembre

Ore 18.00 Incontro e proiezione BIANCANEVE E I SETTE NANI di WALT DISNEY. Intervengono Nunziante Valoroso e Virginia Brancucci

Primo lungometraggio d’animazione prodotto negli Stati Uniti d’America dalla Walt Disney Productions, Biancaneve e i sette nani si ispira alla fiaba dei fratelli Grimm. La vicenda è quella della giovanissima Biancaneve che, alla morte del padre, rimane con la matrigna Grimilde. Questa, che è ormai regina del castello, non sopportando che la ragazza le tolga lo scettro di “più bella del reame”, decide di farla uccidere. Il cacciatore incaricato, però, non ha il coraggio di compiere un tale delitto e fa fuggire Biancaneve nel bosco. Qui la giovane giunge alla casetta dei sette nani. La regina, però, saputo dallo Specchio Magico che la figliastra è ancora viva, decide di provvedere lei stessa. Assumerà l’aspetto di un’innocua vecchietta e porgerà a Biancaneve la mela avvelenata. Sarà solo l’intervento del principe a risolvere la situazione.

Walter Elias Disney nasce a Chicago il 5 dicembre 1901 e vive i primi anni nella fattoria paterna. Insieme alla famiglia si trasferisce a Kansas City dove, a circa dieci anni, lavora come strillone per l’impresa del padre che, per motivi di salute, aveva lasciato l’attività agricola ed era diventato distributore di giornali. Tornato a Chicago, il giovane Walter si iscrive all’Accademia di belle arti. Dopo l’esperienza della guerra lavora a Kansas City come disegnatore pubblicitario e così conosce Ub Iwerks, con cui fonda la prima società di animazione. Questa ha vita breve, ma i due riescono a inserirsi alla Kansas City Film, dove realizzano filmati pubblicitari o sulla politica del momento. Seguiranno poi, nel 1922, i primi cortometraggi ispirati al mondo della fiaba: Cappuccetto rosso, Il gatto con gli stivali e Cenerentola. Economicamente l’impresa non sembra funzionare: dopo avere dichiarato fallimento, Walter raggiunge il fratello a Hollywood con solo 40 dollari in tasca. Qui, però, in un garage, nascono i Disney Brothers Studios, il germe della Walt Disney Company.

Ore 20.30 incontro i mestieri del cinema e IL GIARDINO DELLE DELIZIE. Introduce Andrea Bruciati. Interviene Carola Proto

Ore 21.00 i filmati dell’Archivio Storico Luce

Ore 21.15 proiezione IL GIARDINO DELLE DELIZIE di LECH MAJEWSKI

Tratto dal romanzo Metaphysics di Lech Majewski, il film racconta della storica dell’arte Claudine e del suo compagno Chris, ingegnere navale. Alla notizia della malattia incurabile di lei, i due decidono di trasferirsi a Venezia. Qui Claudine cerca di costruire attorno a sé il mondo di Il giardino delle delizie di Hieronymus Bosch, il luogo dei piaceri, “il luogo”, dice Claudine, “dove tutto è concesso”. Con una telecamera Chris cerca di catturare per sempre i momenti della loro vita e i mutamenti del corpo di Claudine che, inesorabili, scandiscono il passare del tempo. Il film ha vinto il Gran Premio della Giuria al Rome Independent Film Festival.

Lech Majewski è scrittore, pittore e regista nato in Polonia nel 1953 ed emigrato in occidente negli anni Ottanta. Nel 2006 il Museum of Modern Art di New York ha presentato una retrospettiva completa dei suoi film. Se Il giardino delle delizie si ispira al dipinto di Hieronymus Bosch che ha lo stesso titolo, a Pieter Bruegel guarda I colori della passione, con Rutger Hauer, Charlotte Rampling e Michael York. Onirica – Field of Dogs trae ispirazione, invece, dalla Divina Commedia di Dante. Valley of the Gods, con John Malkovich, è uscito da poco nelle sale italiane.


Domenica 12 settembre

Ore 18.00 Incontro e proiezione FANTASIA di WALT DISNEY. Intervengono Alessandro Quarta e Nunziante Valoroso

Il film si compone di segmenti di animazione concepiti su brani di musica classica. Scene live-action danno l’avvio alla successione di immagini che, in un certo senso, trasformano la suggestione sonora in suggestione visiva. Disegni astratti si uniscono alle riprese degli orchestrali, personaggi di animazione come Topolino appaiono in scenari fantastici che passano dalla pura fantasia alla rievocazione dell’origine del pianeta Terra. Il lungometraggio, che riprende il connubio di musica classica e animazione già proposto da Disney qualche anno prima nelle Sinfonie allegre, fu proiettato per la prima volta a Broadway il 13 novembre 1940. Vari elementi, legati anche alla Seconda guerra mondiale, tuttavia ne complicarono la distribuzione, con pesanti conseguenze economiche. Fantasia fu diffuso in diverse versioni con durate differenti. La riedizione che uscì negli Stati Uniti nel 1963 fu l’ultima prima della morte di Walt Disney (1966). Ad essa, poi, ne succedettero altre ancora nel 1969, nel 1977, nel 1985, nel 1990 e nel 2010.

Ore 20.30 incontro i mestieri del cinema e LA DOLCE VITA. Introduce Andrea Bruciati. Intervengono Pasquale Cuzzupoli e Mario dal Bello

Ore 21.00 i filmati dell’Archivio Storico Luce

Ore 21.15 proiezione LA DOLCE VITA di FEDERICO FELLINI

LA DOLCE VITA, 1960, Italia Francia, 180’, drammatico. V.M.14

regia di Federico Fellini con Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aimée, Yvonne Fourneaux, Alain Cuny, Walter Santesso, Valeria Ciangottini, Enzo Cerusico, Polidor, Nadia Grey, Laura Betti, Jacques Sernas, Lex Barker, Magali Noël, Adriano Celentano, Renée Longarini

Un viaggio nella Roma mondana del 1960. Il giornalista Marcello, con il fotoreporter Paparazzo, documenta la vita della capitale tra feste, miracoli, scandali e tragedie personali. Il racconto si compone di episodi narrativamente indipendenti che, insieme, compongono un affresco di grandissimo impatto. Palma d’Oro a Cannes, questo film è stato un successo planetario e motivo di scandalo al punto che dai pulpiti di molte chiese si levava l’invito a evitarne la visione. In tutto il mondo il nome di Paparazzo è diventato termine comune per indicare il fotografo d’assalto.

Federico Fellini, nato a Rimini nel 1920 e morto a Roma nel 1993, è uno dei più noti e importanti registi italiani. I suoi film La strada, Le notti di Cabiria, 8 ½ e Amarcord hanno vinto l’Oscar come miglior film straniero, mentre nel 1993 gli è stato attribuito l’Oscar alla carriera. Federico Fellini dirige il suo primo film dopo una lunga esperienza nel mondo dello spettacolo come sceneggiatore, autore radiofonico e autore di gag, nonché dopo l’importante attività di disegnatore per la più importante rivista satirica italiana del momento, il Marc’Aurelio.

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