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Angelo Pasquarelli: L’artista che si ispira alla Pop Art Americana



di Claudia Crocchianti -


Grande successo per la mostra in stile pop art dell’artista Angelo Pasquarelli che si è tenuta recentemente presso il Bar Lanciani a Guidonia.

Angelo Pasquarelli nasce a Tivoli il 29 aprile del 1969. Di professione fotografo. L’autore, per le sue opere, usa la tecnica degli acrilici su tela, grazie alla sua impostazione “fumettistica” realizza dipinti di ogni formato, ispirandosi alle opere dei famosi maestri della Pop-art americana come Jasper Johns, Robert Rauschenberg e Roy Lichtenstein. E’ proprio di ritorno da un viaggio a Berlino nel 2009 che Angelo inizia a dipingere sviluppando in breve tempo uno stile originale che potremmo definire “L’arte del sogno” (Dream-art).

I suoi dipinti cercano di trasmettere nuove sensazioni positive, raccontando la vita delle persone come in un sogno che avvolge l’immagine stessa. Un inaspettato successo riscuote il ritratto di Nelson Mandela che, prima di essere spedito al leggendario “Madiba”, viene presentato ufficialmente dall’Ambasciata Sudafricana di Roma il 16-06-2010; l’eco dell’impresa porta l’autore sulle pagine della rivista Millionaire, nonché su quelle di numerosi rotocalchi. Un altro grande ritratto è quello dedicato e consegnato a Sua Santità il 14esimo Dalai Lama il quale gradisce il pensiero e ringrazia Angelo con una bellissima mail. Altre opere molto apprezzate sono i dipinti delle Pop-star Madonna e dello scomparso Michael Jackson, nonché quelli dell’indimenticabile Marilyn Monroe e del famoso chef dell’Hotel Cavalieri Hilton di Roma Heinz Beck. La sua passione per la musica lo porta a realizzare e consegnare i ritratti ad importanti musicisti Italiani quali l’ex “Pooh” Riccardo Fogli e lo show-man Renzo Arbore. Un dipinto di Angelo viene inoltre consegnato personalmente al famoso chitarrista statunitense Joe Satriani, poco prima dell’inizio del concerto che lo stesso tenne nel 2010 a Roma. Indimenticabile la consegna di uno dei suoi quadri al Maestro Ennio Morricone durante una sua sessione di prove. A suggellare la fama raggiunta dall’autore è la serata a lui dedicata nel novembre 2010, con l’esposizione delle sue opere presso il prestigioso Circolo Canottieri Lazio di Roma. Nel 2017 viene chiamato dalla Rockstar Eddie Vedder leader del gruppo rock Pearl Jam per dipingere un quadro della sua famiglia.Tra le sue ultime opere che riscuotono notevole successo sui social, realizzate durante il lockdown del 2020 , alcuni dipinti ispirati alle famosissime serie TV “Breaking Bad”, “Better call Saul” e “La casa di carta"Nel 2020 svolge attività di volontariato facendo dipingere i malati nelle corsie di un reparto di un ospedale romano specializzato in oncologia.

Come ha risposto il pubblico alla sua ultima mostra?

“Sono rimasto molto soddisfatto della risposta di pubblico che ha avuto la mia esposizione, nonostante il difficile periodo che ci impone distanziamenti. Sono inoltre rimasto sorpreso anche dall'età del pubblico che ha coperto una vastissima fascia d 'età dagli adolescenti arrivati addirittura da Roma dopo aver visto il post della mostra su IG”.

Cosa rappresenta per lei la sua arte?

“Il mio modo di raffigurare su tela tutto quello che mi colpisce è parte del mio essere, uso colori vivi e mai cupi, in modo che una sensazione di allegria e gioia siano percepite da chi guarda le tele. Infatti nel 2009 quando iniziai a dipingere in questo stile ispirato alla Pop Art Americana degli anni 50 alcuni critici lo definirono originale e assolutamente riconoscibile chiamandola Dreamart, ossia l' arte del sogno come se gli sfondi parlassero dei soggetti avvolgendoli. Il fatto poi che nel 2010 due premi Nobel come Sua Santità il 14esimo Dalai Lama e il Presidente Nelson Mandela (R.I.P) abbiano nelle loro dimore due miei dipinti che li raffigurano ha portato il nome sulle pagine di molti rotocalchi anche internazionali come Millionaire, City e altri”.

Un‘opera a cui è legato?

“La mia opera in assoluto a cui sono legato è il ritratto donato a Nelson Mandela, dopo aver visto un film (Invictus) che parla della storia di 'Madiba' e di come fosse riuscito a mettere pace nel suo paese diventando da prigioniero politico a Presidente della Nazione, dipinsi il viso del Premio Nobel e scrissi una mail alla sua famiglia. Il dipinto è ora esposto in un museo in Sud Africa ed è stato definito bene culturale Nazionale. Una soddisfazione immensa per me”.

Che tecnica e colori utilizza?

“Uso gli acrilici su tela. Ho in passato usato chine e acquerelli”.

Progetti futuri?

“Esporre in più città possibili per dar modo alle persone di ammirare i miei quadri”.


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