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Cani delle cave, l'impegno di Tivoli e Guidonia raccontato su Canale 5

Tivoli Guidonia City
2 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Il servizio andato in onda oggi, domenica 1° novembre, su Canale 5, nella rubrica “L’Arca di Noè”, ha acceso i riflettori su una realtà importante del territorio tiburtino e guidoniano: la tutela dei cani che vivono nell’area delle cave di travertino. Presenti anche i sindaci Mauro Lombardo e Marco Innocenzi, impegnati nel progetto insieme a LAV e agli altri soggetti coinvolti.


Una storia di attenzione, collaborazione istituzionale e rispetto per gli animali ha trovato spazio oggi sulle reti nazionali. La rubrica “L’Arca di Noè”, in onda su Canale 5 dopo il TG5, ha dedicato un servizio al progetto “Cani Liberi e Accuditi”, l’iniziativa nata per garantire protezione, assistenza e condizioni di vita dignitose ai cani che da anni popolano liberamente l’area delle cave di travertino tra Tivoli e Guidonia Montecelio.

Una realtà conosciuta da tempo sul territorio, che oggi diventa anche occasione per raccontare un modello di gestione degli animali fondato su un principio preciso: tutelare i cani senza privarli, quando le condizioni lo consentono, della libertà e dell'ambiente nel quale sono abituati a vivere.

Il servizio televisivo ha dato visibilità a un progetto che punta a superare la tradizionale logica dell'accalappiamento e del trasferimento indiscriminato nei canili, attraverso un percorso strutturato di cura, prevenzione e monitoraggio.


Un progetto condiviso per il benessere degli animali

Al centro dell'iniziativa c'è la popolazione canina presente nell'area delle cave, dove sono stati censiti circa 60 animali, che nel tempo hanno sviluppato proprie dinamiche sociali e abitudini di vita.

Il progetto, promosso attraverso la collaborazione tra i Comuni di Tivoli e Guidonia Montecelio e la LAV, prevede una serie di interventi mirati: censimento, cattura, valutazione sanitaria e comportamentale, sterilizzazione, microchippatura, identificazione e successivo monitoraggio.

Un lavoro che ha già prodotto risultati significativi. Nella prima settimana della fase operativa, avviata a settembre, sono stati sterilizzati 42 cani, di cui 19 maschi e 23 femmine, mentre 34 animali erano già stati reimmessi nel loro territorio di provenienza.

La restituzione degli animali al proprio ambiente, quando compatibile con le loro condizioni di salute e comportamento, rappresenta uno degli aspetti più importanti del progetto. Non si tratta di abbandono, ma di una forma di accudimento organizzato, che prevede controlli, assistenza, punti di alimentazione e abbeveraggio e la presenza di volontari autorizzati.


Il ruolo delle amministrazioni comunali

A testimoniare l'importanza dell'iniziativa sono intervenuti anche il sindaco di Guidonia Montecelio, Mauro Lombardo, e il sindaco di Tivoli, Marco Innocenzi, che hanno condiviso il percorso istituzionale alla base del progetto.

La collaborazione tra le due amministrazioni rappresenta un elemento fondamentale per affrontare una situazione che interessa un territorio più ampio dei singoli confini comunali e che richiede risposte coordinate, competenze specifiche e continuità nel tempo.

Il sindaco di Tivoli Marco Innocenzi ha ricordato il lavoro avviato nei mesi precedenti, dalla definizione degli indirizzi amministrativi alla convenzione con LAV, fino al coinvolgimento della Regione Lazio, della ASL Roma 5 e del Gruppo Operativo Soccorso.

Un percorso che ha permesso di passare dalla programmazione agli interventi concreti sul campo, con l'allestimento di un ospedale veterinario temporaneo e l'avvio delle operazioni di sterilizzazione e assistenza.

Anche il sindaco di Guidonia Montecelio Mauro Lombardo ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni, associazioni e operatori del settore, evidenziando come la corretta gestione degli animali rappresenti non soltanto un dovere, ma anche un importante indicatore di civiltà e sensibilità di una comunità.


Una nuova prospettiva per i cani delle cave

Il progetto non si esaurisce con le operazioni veterinarie. La sua efficacia dipenderà soprattutto dalla capacità di garantire una presenza costante sul territorio, monitorando le condizioni degli animali, prevenendo nuove nascite e intervenendo tempestivamente in caso di necessità.

L'obiettivo è costruire un equilibrio tra benessere animale, sicurezza e convivenza con le attività umane, riconoscendo le caratteristiche di questi cani e rispettando, laddove possibile, i loro gruppi sociali e il contesto nel quale hanno sempre vissuto.

La visibilità nazionale ottenuta attraverso “L'Arca di Noè” rappresenta un'importante occasione per far conoscere un'esperienza nata dalla collaborazione tra enti pubblici, associazioni, professionisti e volontari.

Una storia che parte dalle cave di Tivoli e Guidonia Montecelio, ma che affronta una questione di interesse più generale: è possibile proteggere gli animali senza privarli della libertà quando non è necessario farlo.

Il progetto “Cani Liberi e Accuditi” prova a dimostrare che la risposta può arrivare attraverso la collaborazione, la competenza e un impegno concreto e continuativo. Perché garantire una vita libera, ma anche sicura e dignitosa, significa riconoscere che la tutela degli animali è una responsabilità condivisa.





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