Tivoli, protesta studentesca: in piazza per scuole sicure e più diritti

Edilizia scolastica, carovita, mancanza di spazi giovanili e politiche governative: la comunità studentesca tiburtina scende in piazza e chiede interventi concreti.
Centinaia di studenti hanno attraversato oggi le strade di Tivoli in occasione dello sciopero studentesco, dando vita a un corteo per denunciare le criticità del sistema scolastico locale e rivendicare maggiori investimenti nell'istruzione pubblica. Una mobilitazione che ha acceso i riflettori sulle condizioni degli istituti del territorio, ma anche sulle difficoltà economiche che pesano sempre di più sulle famiglie e sul futuro delle nuove generazioni.
Al centro della protesta, le carenze strutturali degli edifici scolastici, la mancanza di spazi di aggregazione per i giovani, l'aumento dei costi legati allo studio e la contrarietà alle recenti politiche del Governo in materia di scuola e sicurezza.
«Oggi siamo scesi in piazza a centinaia perché le condizioni delle nostre scuole sono diventate insostenibili», ha dichiarato Sofia Vennarucci, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Tivoli. «Gli edifici crollano e mancano gli interventi fondamentali, mentre assistiamo all'ennesimo rincaro dei costi per lo studio che sta rubando il futuro a un'intera generazione».
Nel mirino degli studenti anche le scelte di destinazione delle risorse pubbliche, con la richiesta di dare priorità alla sicurezza degli edifici scolastici e al finanziamento dell'istruzione. «Non possiamo accettare che le risorse pubbliche vengano destinate al riarmo e alla guerra anziché all'istruzione pubblica e alla messa in sicurezza delle nostre aule», ha aggiunto Vennarucci.
La protesta contro il tetto agli studenti stranieri
Tra i temi affrontati durante la mobilitazione anche il contrasto alle misure previste dal ddl scuola, in particolare alla proposta di introdurre un limite alla presenza di studenti stranieri all'interno delle classi.
Una disposizione che la rappresentanza studentesca considera discriminatoria e in contrasto con il principio di inclusione che dovrebbe caratterizzare la scuola pubblica.
«Ci opponiamo con forza al razzismo istituzionalizzato promosso dal Governo e dal Ministero con il tetto agli studenti stranieri per classe», ha affermato la coordinatrice della Rete degli Studenti Medi. «La scuola deve essere uno spazio inclusivo, aperto e democratico, non un luogo di divisione e discriminazione».
«A Tivoli mancano spazi gratuiti per i giovani»
Un'altra questione centrale della protesta riguarda l'assenza di luoghi pubblici dedicati alla socialità e all'aggregazione giovanile. Secondo la Rete degli Studenti Medi, a Tivoli e nei quartieri limitrofi mancano spazi gratuiti, accessibili e aperti ai ragazzi, nonostante le opportunità di finanziamento previste da bandi regionali e nazionali.
Gli studenti puntano il dito contro l'immobilismo dell'amministrazione sul tema, chiedendo una programmazione concreta per rispondere alle esigenze delle nuove generazioni.
«Siamo di fronte a un'amministrazione completamente immobile sul piano degli spazi per i giovani, nonostante i bandi regionali e nazionali sul tema: a Tivoli e nei quartieri limitrofi non esistono luoghi gratuiti, aperti e accessibili dedicati ai giovani e alla socialità», ha sottolineato Vennarucci.
Una mancanza che, secondo il sindacato studentesco, priva centinaia di ragazzi di punti di riferimento sul territorio e di occasioni di incontro e partecipazione.
La mobilitazione di oggi, dunque, non si limita alla denuncia delle condizioni degli istituti scolastici, ma porta in piazza una più ampia richiesta di attenzione alle esigenze delle giovani generazioni.
La Rete degli Studenti Medi di Tivoli annuncia che la protesta proseguirà fino all'arrivo di risposte concrete, indicando tre priorità: un piano straordinario per l'edilizia scolastica, la creazione di spazi pubblici dedicati ai giovani e misure efficaci per contrastare il carovita.
Una richiesta che gli studenti intendono continuare a portare all'attenzione delle istituzioni locali e nazionali, chiedendo che il diritto allo studio e il futuro dei giovani diventino finalmente una priorità.






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