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Lo scrittore guidoniano Antonio Capitano nominato Ambasciatore della Lettura



di Claudia Crocchianti -

Lo scrittore di Guidonia Montecelio Antonio Capitano è stato nominato Ambasciatore della Lettura in qualità di divulgatore per la sua capacità di rendere la lettura un'occasione di crescita delle persone e della comunità. In quest’intervista svela le sue emozioni e quanto per lui sia importante questa nomina.

Un riconoscimento importante quello di Ambasciatore della Lettura, che emozioni hai provato nel riceverlo?

"Sì, un riconoscimento molto importante poiché mi è stato conferito dall'organismo nazionale facente parte del Ministero della Cultura che si occupa dell'universo della lettura e ciò rafforza il valore di questo titolo. Il Centro per il libro e la Lettura infatti è il punto di riferimento italiano per la diffusione della lettura quale base fondamentale per una rigenerazione culturale attraverso risorse strategiche su cui investire con l'obiettivo di migliorare il benessere individuale e dell'intera comunità. Ho provato una forte emozione poiché è un titolo che riconosce il mio impegno nella divulgazione che si è svolto in diversi modi : dagli articoli per quotidiani a tiratura nazionale, a riviste prestigiose, ma anche attraverso incontri in libreria ai quali hanno sempre partecipato in molti in controtendenza con chi preferisce la tv a pagamento invece della coesione sociale che intorno a un libro genera magie e futuro possibile. Essendo circa 30 in tutta Italia la mia nomina rappresenta una portata molto ampia in termini territoriali e dunque onorato di essere un punto di riferimento".

Come agirai nella tua città, che iniziative proporrai e se già stai lavorando a progetti sul territorio e in altri luoghi?

"L’obiettivo a breve termine è quello di qualificare Guidonia Montecelio 'Città che legge' attraverso i Patti per la lettura secondo il recente manifesto nato a Taormina e che premettendo le caratteristiche di un territorio, individua la missione e gli obiettivi generali di promozione della lettura, rispetto al proprio contesto, ed elenca in dettaglio i diversi sottoscrittori che lo stipulano. E' naturale che occorre ben conoscere il territorio e le proprie peculiarità. Sul punto l'apporto del mondo della scuola è fondamentale poiché le biblioteche scolastiche sono dei veri e propri microcosmi "operativi" quali incubatori di idee insieme alle biblioteche cittadine che debbono necessariamente divenire terreno fertile per una nuova visione collettiva e partecipata oltre le buone intenzioni. Si può fare, si deve fare".

Per te la lettura e l’arte a 360 gradi hanno sempre fatto parte della tua vita. Come nasce questa passione?

Nato per leggere per usare un'espressione fortunata. Ma anche nato per scrivere. Nella via dove ho vissuto per trent'anni proprio nel periodo della mia infanzia e in parte della mia adolescenza c'era un centro culturale con la possibilità di prendere in prestito libri o leggerli nelle ampie sale. Diciamo che quel mondo mi è appartenuto sin dal primo momento e allora ho capito che in un libro si potevano trovare strade, sogni, desideri. Tra i primi libri ricordo bene Italo Calvino e Gianni Rodari che mi hanno insegnato tantissimo in termini di indicazioni di strade da seguire con un linguaggio chiaro e pulito. Ricordo, in particolare, anche la lettura delle Avventure di Pinocchio di Collodi lettura che avendo il riferimento con il film di Comencini è stata motivo per iniziare il rapporto tra letteratura e cinema. Riguardo l'arte, la 'lettura' di un dipinto è stata una delle scoperte più sensazionali della mia vita. Entrare nell'opera, immaginando il momento della sua realizzazione è una forte esperienza che consiglio a tutti".

Se parliamo di Ambasciatore della Lettura, quali sono gli scrittori e un libro che ti hanno lasciato un segno?

"Un Ambasciatore della Lettura ha con sé un bagaglio ben preciso. Questa domanda, bellissima, meriterebbe una trattazione molto ampia. La Sicilia, la mia terra, ha in Pirandello, Sciascia, Vittorini, Bufalino alcuni "immediati" rappresentanti. La mia amicizia con Andrea Camilleri poi va oltre il convenzionale personaggio noto. Le sue pause e la sua riflessione sono per me ricordi di grande emozione. Mario Soldati mi ha insegnato poi l'universalità dell'approccio al sapere: parlare di vini identificando dei territori è solo una delle grazie di questo fuoriclasse. Altro amico che mi ha insegnato tantissimo è stato Ermanno Rea, a mio avviso la massima espressione della letteratura civile italiana. Amando la letteratura di viaggio adoro tutti i libri che contengono mondi possibili e immaginati. Con Umberto Eco ho parlato dell'Ultima Thule con una naturalezza che solo i grandi possiedono. Le Memorie di Adriano della Yourcenar mi ha dato l'opportunità di conoscere Villa Adriana sotto un aspetto narrativo che mi ha permesso di osservare le rovine come testimonianza di qualcosa che accade sempre . Al mattino per esempio quando la Villa sembra la tua e veramente la percorri con una visuale differente. Poi c'è tutto il fascino del Viaggio in Italia con Goethe che ci descrive le sensazioni espresse nel taccuino. Un libro in particolare è quello che riesce a darti percorsi e risposte. Potrebbe essere il libro che trovi per caso, magari caduto dallo scaffale della libreria per diventare il tuo libro. Sono comunque debitore del classici che Pontiggia definiva i contemporanei del futuro".

Perché bisogna leggere?

"Bisogna leggere per vivere altre vite possibili. Leggere è dialogare con l'autore e seguirne i consigli. Petrarca ancora ci racconta la sua ascesa al Monte Ventoso. E ancora sentiamo la sua voce «e vanno gli uomini a contemplare le cime dei monti, i vasti flutti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l'immensità dell'oceano, il corso degli astri e trascurano sé stessi» Un libro serve a non trascurare se stessi e ascendere fino a vedere orizzonti sempre nuovi".

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