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Max, Ivan e la loro scuola di fotografia digitale

Aggiornato il: apr 18

di Claudia Crocchianti -



Maximiliano Fagioli e Ivan Cortellessa ci raccontano della loro Scuola di Fotografia Digitale”, che ha sede a Fonte Nuova, che organizza corsi nel territorio di Guidonia, Fonte Nuova, Monterotondo e Tivoli. In questa intervista parlano della passione per il lavoro e la fotografia, definita da loro una “nobile arte”.

Dirigere una scuola di fotografia non è facile, cosa vi spinge a fare tutto questo?

“È un lavoro molto impegnativo che ci tiene impegnati durante tutto l’anno. Il segreto sta nell’organizzare tutte le attività con largo anticipo per poter gestire con relativa tranquillità le criticità che si possono creare quando si devono gestire nove corsi settimanali, circa 120 studenti su tre livelli di corsi e una quindicina di workshop. Sicuramente ciò che ci spinge a fare tutto ciò da dieci anni è la grande passione che abbiamo nei confronti di questa nobile arte che da qualche tempo in Italia è un po’ mortificata e non riceve la giusta riconoscenza”.

Come rispondono le persone? Chi viene, e per quale motivo, a seguire i corsi?

“In circa dieci anni di attività della Scuola di Fotografia Digitale abbiamo avuto circa 600 iscritti. I nostri corsi sono aperti a tutti, dai 16 ai 99 anni e sono frequentati da studenti, casalinghe, imprenditori, professionisti, impiegati e pensionati. Le motivazioni sono diverse: c’è chi si avvicina alla fotografia per la prima volta perché gli è stata regalata una reflex per il compleanno o chi ha da sempre questa passione ma non ha mai trovato il tempo e il corso giusto per approfondirla, senza tralasciare chi scattava in analogico e oggi vuole capire come si fotografa in digitale o chi vuole creare le basi per una professione”.



Cosa rappresenta per voi la fotografia e che differenze ci sono fra la tradizionale e la digitale?

“La fotografia per noi è una forma di comunicazione, uno strumento che ci permette di far conoscere le nostre emozioni e come percepiamo il mondo che ci circonda. Le differenze tra il mondo analogico e quello digitale sono solo nell’aspetto tecnologico. Diciamo sempre ai nostri corsisti che una buona fotografia non si realizza con una buona macchina fotografica ma solo se il fotografo è riuscito a capire come comunicare il suo pensiero, così come diceva Henrie Cartier-Bresson 'è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore'”.

Guidonia, e presto sarà aperta una scuola anche a Tivoli: perché avete scelto queste città?

“Abbiamo iniziato questa avventura dieci anni fa partendo da un paesino della Sabina Romana. Con il tempo abbiamo iniziato ad acquisire, soprattutto grazie al passaparola, una serie di relazioni con le diverse associazioni e realtà dei territori ai quali abbiamo proposto di poter organizzare corsi di fotografia sia per sopperire alla mancanza di un’offerta simile ma anche per la nostra capacità di offrire un prodotto diverso che non sia il solito corso di fotografia che in dieci lezioni ti dovrebbe mettere nella condizione di diventare un fotografo. Circa sei anni fa abbiamo realizzato il primo corso a Monterotondo, tre anni fa a Fonte Nuova e due anni fa i nostri corsi sono arrivati anche a Guidonia. Realizzare i corsi nelle varie cittadine ci mette nella condizione di interagire con il tessuto sociale del posto e di poter allargare il nostro bacino di utenza. Tivoli è una nuova sfida che affrontiamo con la stessa determinazione di sempre consapevoli della bontà di ciò che proponiamo”.

Altri progetti futuri?

“Di progetti ne abbiamo tanti per la testa, quello che manca spesso è il tempo per realizzarli, ma questo non ci spaventa e con impegno e dedizione siamo certi di poterli realizzare. Sicuramente continuare con i corsi per far si che la fotografia possa ritornare a essere considerata un’arte vera e propria e non qualcosa da rilegare nella memoria di un cellulare. Tante iniziative anche per il sociale (l’ultima iniziativa è stata realizzata poche settimane fa proprio a Tivoli nella fantastica cornice delle Scuderie Estensi dove abbiamo allestito una mostra fotografica il cui ricavato è stato destinato alla Linfa, una Onlus che fa ricerca sulla neurofibromatosi) e incrementare le collaborazioni con le scuole. Da circa due anni stiamo collaborando con alcune scuole e cooperative di Monterotondo per realizzare dei laboratori pomeridiani di fotografia rivolti ai bambini e alle bambine delle elementari e ai ragazzi e alle ragazze delle medie. Una possibilità in più che si offre ai ragazzi e alle ragazze in aggiunta ai classici laboratori di teatro e musica”.



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