Tivoli non dimentica: cerimonia ai Giardini Garibaldi per onorare militari e civili caduti

Cerimonia ai Giardini Garibaldi con il sindaco Marco Innocenzi, le autorità militari e civili e le associazioni d’arma. Ricordati i 165 tiburtini caduti nella Prima guerra mondiale e le oltre 450 vittime del bombardamento del 26 maggio 1944.
Una mattinata dedicata alla memoria, al rispetto e al valore del sacrificio di quanti hanno perso la vita per l’Italia e per la pace. Tivoli ha celebrato questa mattina, ai Giardini Garibaldi, la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, con una cerimonia commemorativa in ricordo dei militari e dei civili caduti nelle guerre e nelle missioni internazionali.
Alla manifestazione hanno preso parte il sindaco Marco Innocenzi, i rappresentanti dell’amministrazione comunale, le autorità militari e delle forze dell’ordine, le associazioni d’arma e numerosi cittadini, riuniti per rendere omaggio a chi ha sacrificato la propria vita nel corso dei conflitti.
Nel suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato il forte legame tra la storia nazionale e quella della comunità tiburtina, ricordando le profonde ferite lasciate dalle guerre anche sul territorio cittadino. Sono 165 i tiburtini caduti durante la Prima guerra mondiale, i cui nomi continuano a essere custoditi nella memoria collettiva. A questo tragico bilancio si aggiungono le oltre 450 vittime civili del bombardamento del 26 maggio 1944, una delle pagine più drammatiche della storia di Tivoli.
«Per noi, come amministrazione, ricordare tutti i nostri concittadini caduti è un impegno fondamentale. Ogni nome merita di essere ricordato e ogni storia merita di essere raccontata. È nostro dovere custodire questa memoria e trasmetterla alle nuove generazioni», ha dichiarato il sindaco Marco Innocenzi.
Un impegno che, come ricordato nel corso della commemorazione, non si esaurisce nella ricorrenza del 4 novembre, ma si rinnova durante tutto l’anno attraverso diverse iniziative dedicate alla memoria dei caduti. Tra queste, le commemorazioni della battaglia di El Alamein, delle vittime della strage di Nassiriya e del maresciallo capo Simone Cola, originario di Villa Adriana, morto in Iraq nel 2005 durante una missione internazionale.
Ricorrenze che, pur legate a momenti storici differenti, sono accomunate dalla volontà di onorare il sacrificio di uomini e donne che hanno perso la vita servendo il Paese e contribuendo alle missioni di pace.
Un momento particolare della cerimonia è stato inoltre dedicato ai quattro militari italiani morti in Bosnia-Erzegovina: Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci. Un ricordo che ha riportato l'attenzione sul sacrificio dei militari italiani impegnati anche fuori dai confini nazionali.
La commemorazione si è così trasformata in un momento di raccoglimento e riflessione per l'intera comunità tiburtina, con un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni: custodire la memoria non significa soltanto ricordare il passato, ma riconoscere il valore della pace, della libertà e dell'unità nazionale, affinché i sacrifici di chi ci ha preceduto non vengano dimenticati.










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